La leggenda della scomparsa del Sole

La breve storia della dea del Sole scintoista, non potevo non condividerla

La divinità Amaterasu Omikami è dea del Sole, Grande Signora che porta il mezzogiorno, colei che regna nella Pianura dell’Alto Cielo e fa risplendere ogni cosa sulla terra con i suoi raggi dorati.

La storia riporta che, a seguito di un contrasto con il fratello Susanowo, dio delle tempeste e delle acque, la dea, offesa e infuriata da tanta prepotenza, decise di mostrare tutta la sua collera rifugiandosi nella caverna del Cielo, che chiuse con una grossa pietra, privando all’improvviso tutta la terra della sua luce e del suo calore. In un istante il mondo piombò nelle tenebre e non ci furono più il giorno e la notte.

Il caos fu totale, il gallo non poteva più cantare allo spuntare del sole, l’alba non poteva più fare il suo timido ingresso perché ormai nessuno più l’annunciava, ed anche il tramonto non poteva più fare il suo solito show rosso fiammeggiante mentre calava il sipario della sera, ogni cosa sulla terra arrestò la sua crescita, vivere era diventato veramente impossibile!
 Subito tutte le divinità dell’olimpo giapponese si radunarono per pregare e decidere cosa fare, bisognava punire e allontanare Susanowo per il suo pessimo comportamento ma, prima di tutto, era necessario implorare Amaterasu, convincerla a uscire dalla caverna perché la luce tornasse di nuovo a risplendere, ma tutto sembrava inutile, la dea, nonostante le suppliche, era irremovibile nella sua decisione.

Poi le preghiere e le invocazioni cessarono e la gioiosa dea Ama no Uzume ebbe un’idea: prima appese uno specchio ottagonale a un albero, proprio di fronte all’ingresso della caverna, poi, per intrattenere tutte le divinità presenti, organizzò una festa e si esibì in una danza erotica così comica che tutto quell’ammiccare e sgambettare fece esplodere nella folla presente grida e risate divertite. Amaterasu sentendo tanta ilarità e non capendone il motivo cedette alla curiosità e alla tentazione di scoprire cosa suscitasse, là fuori, tanta gioia e divertimento, così lentamente, spinse la grossa pietra per sbirciare un poco e…. che meraviglia era mai questa! Appena ebbe aperto un piccolo spiraglio, fu avvolta dallo splendore della propria immagine riflessa nello specchio, mai, prima di allora, si era vista in tutta la sua bellezza e radiosità e ne rimase intimamente affascinata.

Percepì la gioia di scoprire e conoscere se stessa e poi, pensò, chissà quante altre cose bellissime avrebbe potuto scoprire nel mondo, che cosa stava facendo chiusa in questa caverna?

Uscì trionfante allo scoperto e, al suo apparire il cielo, la terra e tutte le altre divinità presenti applaudirono felici il suo ritorno, ora finalmente, lo splendore del suo sole dorato inondava di nuovo di luce e di calore la vita.

La dea del Sole si era riconosciuta nello specchio, adesso non solo sapeva chi era ma anche qual era il suo compito, doveva illuminare e rallegrare, con la sua luce e il suo calore, il mondo.

Si rallegrò di questa sua scoperta, di questo nuovo sapere e nel farlo sentì il “brivido del potere” che scintillava dentro di lei, lo specchio, che rifletteva la sua immagine, le aveva donato il più grande dei poteri: la conoscenza.