Grand Theft Auto V
A distanza di anni è ancora un best-seller… Scopriamo il perché nella nostra recensione

Grand Theft Auto V (d’ora in poi GTA V), è un titolo difficile da recensire: vuoi per il successo planetario che sta avendo a distanza di anni dalla sua uscita, vuoi perché è davvero un titolo immenso, analizzare il titolo in tutti i suoi aspetti non è per nulla semplice. Trovo difficile iniziare da un argomento in particolare, perché questo titolo ha una vastità e una profondità incredibile. (ATTENZIONE: la recensione prende in considerazione solo il comparto single player. Presto pubblicherò anche la recensione multiplayer, che è quasi un gioco a sé stante).

Iniziamo dalla storia. Il gioco, ambientato nella regione di San Andreas, mette al centro la storia di tre protagonisti principali: Michael, Trevor e Franklin. Michael è colui che vuole lasciarsi alle spalle le sue malefatte e il suo passato da delinquente, senza purtroppo riuscirci. Ciò si ripercuote nei rapporti che Michael ha con i suoi 2 figli e sua moglie. Trevor, amico in affari di vecchia data di Michael, è il classico maniaco omicida. Dopo un colpo andato male si ritrova a vivere in una campagna desolata insieme al suo amico Ron, gestendo traffici di droga e armi della contea. E’ il più pazzo e impulsivo dei tre, anche se in realtà agisce così perché si sente tremendamente solo e abbandonato da tutti. Inutile dire che, a mio parere, è il personaggio più riuscito del gioco. Franklin, insieme al suo amico Lamar, cerca di sbarcare il lunario con dei colpi da 4 soldi che non riescono mai, per colpa dell’inesperienza dei due. Per sua fortuna, riuscirà a incrociare Michael, che lo accoglierà come il figlio che ha sempre voluto, diventando il suo mentore. Le vite dei tre protagonisti si intrecceranno pian piano, facendo nascere una trama davvero molto ben riuscita e ritmata, con vari colpi di scena e livelli di recitazione davvero eccellenti (menzione d’onore al doppiaggio inglese, davvero FA-VO-LO-SO). La durata della storia (che si dipana in 69 missioni principali più o meno lunghe) si attesta sulle 20 ore di gioco. Se proprio dobbiamo trovare il pelo nell’uovo, possiamo riscontrare che è alquanto fastidioso leggere i sottotitoli mentre si guida, ma basta mettere in pausa il gioco per leggere le righe di testo dei dialoghi in tutta calma.
Sarebbe riduttivo però dire che “il gioco dura 20 ore”. Il gioco fa parte del genere “free roaming”. Cio vuol dire che se vogliamo, possiamo perdere tempo a scorrazzare per la contea e fare quello che più ci aggrada. Di cose da vedere ce ne sono parecchie e le cose da fare a San Andreas, sono tante, tantissime: dalle classiche gare con le auto, alla partita a freccette, dalla disciplina del Triathlon, alle partite a golf, i passatempi son tanti, corposi e molto ben fatti. Basti pensare che ogni minigioco starebbe benissimo anche come gioco a se stante. Per non parlare delle missioni secondarie, davvero tante e molto ben fatte, integrano la trama del gioco aggiungendo profondità ai personaggi secondari che accompagnano i nostri tre “anti-”eroi per tutta l’avventura. Inoltre, durante la nostra avventura, ci capiterà di trovare eventi completamente casuali e opzionali, come una donna che viene rapinata della sua borsa, oppure un marito che viene cacciato dalla propria moglie perché accusato di averla tradita, o ancora dei passanti che ci chiederanno un passaggio per arrivare a destinazione. Se decidiamo di aiutarli, potremo scoprire il background di questi personaggi scoprendo che anche il singolo cittadino di San Andreas è in realtà molto più profondo di quanto possa sembrare… tutto cio ci dà la sensazione che la contea di San Andreas sia davvero “viva”.
Le armi sono tante: si va dalla classica pistola, a vari tipi di mitragliatrici (il più utile è l’AK47), per poi passare a qualcosa di più pesante, come le bombe adesive, il bazooka e il lanciagranate. Di armamentario, insomma, ne abbiamo da vendere per mettere a ferro e fuoco la città, ma attenzione alla polizia. Il grado di ricercato si misura in stelle: si parte da una stella, la più innocua, basta cambiare quartiere per togliersi gli sbirri alle costole, a 5 stelle, dove anche i militari vi cercheranno e faranno di tutto per fermarvi, schierandovi contro carri armati e elicotteri apache…

La dimensione della mappa è degna di nota, ma cio che stupisce di più è la varietà delle ambientazioni: si passa dal caos cittadino con i grattacieli new yorkesi, alle zone residenziali con le tipiche case con giardino che distinguono l’America, per poi passare alle spiagge enormi, i porti e gli aeroporti. Ma la cosa senz’altro più sensazionale è l’ambiente di campagna: vaste distese desertiche, intervallate dai tipici paesini di campagna con tanto di roulotte e casupole che si reggono a malapena in piedi, per poi passare ai boschi e alla vegetazione rigogliosa, con strade di campagna tanto strette quanto pericolose. È uno spettacolo per gli occhi e sicuramente passerete molto tempo a bivaccare per quest’area alla ricerca della fauna locale e di un po’ di relax (e perché no, magari salire con la funivia sul cucuzzolo della collina più alta di San Andreas e lanciarsi a tutta velocità con la mountain bike). Impossibile non menzionare la possibilità di esplorare le profondità marine e di carpirne i più profondi segreti nonché tesori di inestimabile valore… Insomma il gioco fa davvero di tutto per tenerci incollati allo schermo per tante, tantissime ore senza venire mai a noia.
Ad aggiungere un po’ di pepe al tutto, troviamo una colonna sonora strepitosa, capace di accompagnarci per tutta la durata dei nostri viaggi in macchina grazie alle moltissime stazioni radio del gioco con brani più o meno conosciuti accompagnati dagli immancabili commenti dei deejay. Non manca davvero nulla: si va dalla stazione pop, a quella rock, per poi passare al country, al talk show, alla elettronica e chi più ne ha, più ne metta.

La grafica è un qualcosa di incredibile (ancora più incredibile se pensiamo che tutto ciò girava su un hardware vetusto come la playstation 3…). Ovviamente il passaggio alla nuova generazione di console ha aggiunto ancora più dettagli, l’antialiasing, i 1080p, la profondità di campo… ma soprattutto ha aggiunto la visuale in prima persona. Potremo vivere le atmosfere di GTA V direttamente con gli occhi dei protagonisti. Grazie a questa nuova prospettiva, possiamo vedere ancor di più la bontà delle nuove texture in alta definizione del gioco, cosi come la cura riposta per i modelli poligonali (menzione speciale ai mezzi di trasporto, davvero ben definiti, che vanno dalle auto alle moto, dagli autobus ai camion con rimorchio, senza dimenticare gli aerei e i sottomarini…) e agli interni delle vetture (tachimetro e contagiri funzionanti, e non è poco in un free roaming). Menzione speciale per gli effetti atmosferici e gli incredibili effetti di luce: San Andreas al tramonto è un qualcosa di fantastico e sa regalare degli scorci davvero suggestivi.
Gli unici difetti che mi sento di segnalare sono un frame rate ogni tanto ballerino, per lo meno su ps4, una certa ripetitività di fondo delle missioni (vai dal punto A al punto B) e un intelligenza artificiale non proprio brillante, che ci permette di far fuori un numero molteplice di nemici senza troppo sforzo mettendoci semplicemente dietro una copertura strategica.
GTA V è un titolo semplicemente strepitoso, in grado di rapire qualsiasi tipo di giocatore, dal più navigato al novizio. Le cose da fare sono tantissime e il gioco non stanca mai, il tutto accompagnato da una grafica stupenda e una vastità della mappa invidiabile.

