L’angolo del Fumetto — Southern Bastards
Craw County, Alabama. Un buco di culo come tanti altri nel sud degli Stati Uniti. Secco, di quel secco che sembra cavarti la pelle. Grezzo, come i suoi abitanti, cresciuti con la Bibbia in una mano, nell’altra la bandiera confederata. Un posto dove l’unico vero risultato che un giovane può sperare di ottenere è essere abbastanza grosso, veloce, cattivo e bianco da entrare a far parte dei Runnin’ Rebs, la squadra di football locale. Un posto dove la legge è quella dettata da uomini forti, come Coach Boss, lo spietato allenatore dei Rebs, o come il fu Bertrand Tubb, sceriffo di Craw County leggendario per la sua determinazione nel dispensare giustizia a suon di mazza da baseball.
Un posto da cui il diciottene Earl Tubb decise di andarsene, direzione Vietnam. Meglio una guerra dall’altra parte del mondo che un’altra estate in questo paese dove il futuro non esiste, dove è costretto a vivere il giornaliero confronto con la figura del padre, una figura dall’autorità totale e opprimente, e alla quale non vuole essere incatenato. Meglio fuggire, quindi, da questa terra e dall’inevitabile paragone con questa figura mitica, inarrivabile.
Un posto dove Earl, quarant’anni dopo, sta tornando. Un lavoro veloce: il vecchio che teneva d’occhio la casa di famiglia è finito in casa di riposo per non uscirne più, e ora tocca svuotare la casa dal mobilio, e dai pesanti ricordi ad essa associati. Tre giorni, due con un po’ di fortuna, e poi via, di nuovo a Birmingham, lasciandosi alle spalle questo polveroso borgo. O almeno è ciò che ha in mente Earl.

Una storia come tante altre. Un uomo ormai maturo torna nel luogo della sua infanzia, vede lo schifo tutto intorno a lui, decide di restare finché non avrà rimesso in sesto le cose, o preso a pugni abbastanza cattivi. Ma Jason Aaron non è solo uno scrittore come tanti altri; ha dimostrato più volte, con Scalped prima e con Punisher MAX poi, di essere ben in grado di scrivere storie di vigilanti che se peccano di paura, di macchie invece ne han ben tante. Ed Earl Tubb non è diverso. Non è un paladino dei poemi cavallereschi, Earl Tubb; è un uomo vecchio, stanco, che trovatosi ancora una volta a confronto col padre ne esce schiacciato. Che non desidera rimettere a posto le cose a Craw County per senso di giustizia o per un attaccamento che non ha mai avuto, ma perché dopo decenni non riesce ancora a superare il confronto con la figura del padre, con quel titanico albero che alla fine del primo albo tenta di abbattere a colpi d’ascia. Non riuscendoci, ovviamente, in una metafora che se forse non è subdola, non pecca d’efficacia.
E allora eccoci qua, a seguire Earl Tubb nella sua personale crociata, mentre con ogni albo scopriamo qualcosa di più su Craw County e sui pittoreschi personaggi che la popolano. Su Esaw Goings, figlio del predicatore locale e incarnazione vivente del white trash. Su Coach Boss, e su chi era prima di diventare Coach Boss. Su Deacon Boone, ultrareligioso eremita dei boschi, autoproclamato dispensatore della giustizia divina. Il tutto accompagnati dai disegni di Jason Latour, disegni dal tratto non sempre piacevole, aspro, spigoloso, ma non per questo meno evocativi e carichi di carattere, in piena sintonia con il sud degli Stati Uniti a cui vogliono dare vita su carta. E anche i colori fanno il loro gioco: il presente è il tempo dei colori freddi, del grigio, del marrone e delle loro sfumature, dominanti sulle pagine di Southern Bastards. L’unica colore caldo capace di impore il suo volere su questa fredda tirannia è il rosso. Il rosso dei Rebs, il rosso del sangue, il rosso dei ricordi.

In conclusione, Southern Bastards è una serie cruda, spietata, violenta. Una serie in cui non esistono buoni, solo gradi differenti di cattiveria, risentimento ed egoismo. Una serie in cui il passato è un macigno, il cui peso deve essere sopportato dai protagonisti — se ci riescono senza rimanerne schiacciati. Una serie in cui non c’è giustizia, se non quella che un uomo riesce a conquistarsi con la violenza.
Southern Bastards è anche una delle serie migliori che potete farvi il favore di leggere.
