Plastic tax: brevi spunti di riflessione

Una nuova discussione vive tra le forze di governo: al centro la “plastic tax”.
Nel Documento Programmatico di Bilancio, trasmesso all’Unione, già in data 16 ottobre, si leggeva dell’introduzione di un’imposta sugli imballaggi di plastica con decorrenza dal 1° giugno 2020, ma soltanto oggi alla stesura della manovra sembra alzarsi la polemica.
Nel testo originario si prevede l’imposta fissa di 1,00 euro per ogni chilogrammo di materia plastica contenuta nei prodotti cosiddetti MACSI, cioè manufatti monouso realizzati totalmente o parzialmente in polimeri organici sintetici.
Due le esenzioni:
- la prima è data dalla destinazione del prodotto. Il MACSI che deve essere ceduto ad un paese terzo dell’Unione non è oggetto di tassazione e allorchè questa sia stata già versata all’Erario è oggetto di restituzione;
- la seconda è data dal valore dell’imposta, di fatto se questa risulta essere inferiore o pari a 10,00 euro, la dichiarazione d’imposta non deve essere presentata.
Va inoltre precisato che non sono da considerarsi MACSI quei manufatti, che seppur plastici, siano biodegradabili e compostabili secondo lo standard EN 13432:2002, nell’ottica di una riduzione dell’impatto ambientale delle attività umane, ma senza una rinuncia alla produzione ed alla crescita economica.
È, poi, previsto per il primo anno un credito d’imposta nella misura del 10 per cento delle spese sostenute dalle imprese operanti in tale settore.
La ratio della norma è orientare il mercato a favore dell’ambiente, con la riconversione delle aziende tendente ad una riduzione dell’ecological footprint, all’utilizzo di materiali selezionati tra i tanti possibili non più secondo un mero criterio di costi/qualità ma piuttosto “costi/benefici ambientali/tutela salute”.
Il metodo più efficace di transizione verso nuove forme di economie maggiormente sostenibili è di sicuro quello della tassazione mirata alla conversione ambientale.
In un mondo devastato dall’inquinamento da plastiche è anche compito dell’Italia fare la propria parte.
Non avrebbe senso, viceversa, sollecitare le nuove generazioni ad interessarsi di questi argomenti per condizionare a loro volta le famiglie e sensibilizzare la società. Non avrebbe senso prendere parte alle iniziative in favore dell’ambiente.
Se è ancora vero che “prevenire è meglio che curare”, quale cura migliore della prevenzione: prevenire il reiterato e consapevole impatto ambientale è la sola strada da seguire per tutti.
E quindi cosa fa tanto dibattere? Il dettato della norma e la sua applicazione.
Norma che senza dubbio merita un maggior approfondimento.
Innanzitutto il Governo prima della stesura definitiva deve confrontarsi con i soggetti interessati, imprese e sindacati, con la cooperazione di persone competenti.
In secondo luogo, devono essere previsti maggiori incentivi per chi si adopera alla riconversione ecologica. Compito della politica deve essere la conquista di nuovo diritti e tutele. Quando parliamo di Green new deal, stiamo parlando di una neo conquista, seppur molto lenta, e pertanto è dovere dei goveerni sostenerla senza caricare il peso della conversione sulle economie dei consumatori. È una legge la cui applicazione ha bisogno dei suoi tempi.
Ancor più rilevante è che tale norma, a idea di chi scrive, cade in un controsenso:
- da un lato prevede una deroga al versamento in caso di destinazione a paesi dell’Unione quasi contraddicendo lo spirito di molte direttive proprie dell’europa;
- dall’altro, come ben spiegato dall’on. Rossella Muroni, prevede ingiustamente che i prodotti realizzati con plastica riciclata siano sottoposti allo stesso tributo delle plastiche vergini, anzichè essere oggetto della esenzione riservata alle plastiche compostabili e ai manufatti riutilizzabili.
Ci auguriamo che questa sia solo la prima di una lunga serie di azioni, magari in futuro maggiormente condivise con stakeholder economici e sociali, volte alla riconversione organizzativa a larga scala per invertire il rapporto tra beni economici e beni ambientali; la tutela dell’ambiente è salvaguardia della salute e rispetto del prossimo.
Anna Starita
annastarita93@gmail.com
Dario Monaco
