What?

Partenogenesi di un gatto.

Tommaso Campion
Jul 23, 2017 · 3 min read

Ce l’ho fatta. Sono riuscito a trovare la voglia di aprire un blog.

Di norma l’autorevolezza degli scritti che contiene la parola “blog” si decompone terribilmente nell’arco di 0.2 secondi, ma siccome questa è la mia creatura voglio, egoisticamente, darle una mezza possibilità. Mezza, eh.

Mi chiamo Tommaso e per cinque anni ho continuamente scritto di videogiochi su carta straccia e siti. Ho rotto le palle a gente del calibro di PSM — PlayStation Magazine (il primo amore della mia vita), The Games Machine, IGN Italia, Parliamo di Videogiochi, The Shelter e ho pure avuto una piccola esperienza come PR per un team di sviluppo indipendente. Purtroppo il mondo dorato dell’editoria videoludica è andato pian piano morendo e gli idilli che ho avuto l’onore di vivere passivamente attraverso le pagine delle vecchie riviste sono caduti sotto il peso di Internet, YouTube e altri fattori più o meno simpatici. Chi ci lavora davvero esiste ancora, ma si parla davvero di poche persone e per lo più legate alla vecchia guardia dello scribacchiare ludico. Io sono stato sempre manovalanza “in più”, laterale e collaterale, utile a contribuire attivamente alle grasse carni editoriali di questa o quella testata. E alla fine mi è sempre andato bene così.

Dopo anni di recensioni e anteprime ho però deciso di staccare la spina. Ammetto di essere stato fortunato, per certi versi: per un po’ di tempo ho guadagnato quanto i ragazzi che si spezzano la schiena al bar durante il fine settimana, e l’ho fatto standomene a casa, seduto a scrivere pezzi di dubbio interesse. Utopia, visti i tempi. Ho staccato la spina per innumerevoli motivi, che spaziano dal poco spazio che ci si può ritagliare in questo settore, fino ai continui tagli che interessavano il budget.

Di norma l’autorevolezza degli scritti che contiene la parola “blog” si decompone terribilmente nell’arco di 0.2 secondi.

Con una laurea in mano, e un lavoro che ancora non vuole proprio saperne di arrivare, ho deciso di ritornare indietro, alle origini della mia “carriera”. Ho deciso di aprire questo spazio per valorizzare quello che penso di saper fare veramente: scrivere. Non sono in grado di montare video, non so usare Photoshop, non so cantare, non so disegnare o mille altre cose, ma quelle piccole soddisfazioni lavorative sono sempre arrivate dal casino assordante che fa la mia tastiera meccanica quando metto insieme frasi e idee. Non sono nemmeno un romanziere, ma un semplice tizio qualunque che incastra parole per tirarci fuori qualcosa di senso compiuto. Un giornalista wannabe, forse, ma senza nemmeno le credenziali necessarie per provare la strada del pubblicista.

Faccio il giro della plancia senza partire dal via e, per la prima volta in cinque anni, mi metto a scrivere qualcosa per me, senza scadenze, approvazioni di terzi, giochi di merda da recensire e tutto il resto. Qui non troverete classifiche con le 10 curiosità inutili che non vi interessava sapere, non ci saranno classifiche copiate da altri siti, ma piccoli spaccati di ciò che amo veramente fare, giocare, toccare, vedere, vivere. Insomma, l’ennesimo blog inutile che morirà nel giro di qualche mese. O forse no.

Questo sono io che derido me stesso per aver aperto il blog.

Ah, siccome odio l’uso sfrenato di nomi derivati da termini come nerd, geek, li mortacci, il mio spazio virtuale si chiamerà Gervasio. Questo in onore del gatto della consorte, che si chiama Oliver, ma entrambi sappiamo benissimo che dovrebbe legalmente cambiare nome in Gervasio, appellativo nobile per un felino e certamente adatto a un cluster virtuale di articoli su videogiochi e stronzate quotidiane.

In conclusione, volevo fare un ringraziamento speciale alla consorte, àncora di salvezza per la psiche del sottoscritto ed eletta al ruolo di “quella che mi fa le immagini belle perché non sono capace proprio per il cazzo”.

Ci vediamo dall'altra parte.

Un gatto interstellare che scrive di videogiuochi e cose.

Tommaso Campion

Written by

Ger-va-seeo
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