Anker PowerCore 26800 PD

Il top di gamma Anker

Nella confezione, molto semplice, sono inclusi un sacchetto per trasportare la batteria (ottimo perché, anche se la batteria è dentro il sacchetto, lascia intravedere i led che indicano lo stato di ricarica), un ottimo cavo di USB-microUSB, dall’aspetto estremamente robusto e resistente ma compatto e corto e un cavo USB C- USB C della stessa fattura. (Col tempo è diventato il mio cavetto Anker preferito: a differenza di quelli in kevlar è infatti molto più sottile e facile da ripiegare).

Finalmente una power-bank in grado di ricaricare il MacBook Pro con USB C

La batteria dispone di 3 uscite USB: due USB tipo A con ricarica QuickCharge (ovvero smartphone con chip Qualcomm, cosa che esclude tutti gli iPhone) e una USB tipo C. All’interno ha delle ottime batterie Panasonic. La porta USB C serve sia a caricare la batteria (cosa che richiederà un alimentatore USB C non incluso) che a caricare dispositivi con USB C (Samsung Galaxy S8, MacBook ecc…).

Grande capacità

I suoi 26.800 mAh la rendono in grado di ricaricare un iPhone circa nove volte e può ricaricare senza problemi più dispositivi contemporaneamente. Inoltre la batteria è in grado di ricaricare senza problemi MacBook e MacBook Pro, usando il cavo USB C — USB C fornito nella confezione oppure quello fornito da Apple. La ricarica non avviene alla massima velocità ma, a meno che non si eseguano durante la ricarica operazioni che richiedono molta potenza (e dunque dal consumo energetico eccessivo), la powerbank dovrebbe essere in grado di ricaricare il portatile completamente in poco più di 3,5 ore e avere anche una certa percentuale di carica residua.

Questo aspetto però ha anche un’altra faccia: non è presente per una porta micro usb con QuickCharge per la ricarica della batteria stessa. Ciò vuol dire che, come accennato sopra, per ripristinare l’enorme capacità della PowerCore+ in tempi accettabili è opportuno usare un alimentatore USB-C con power delivery (come quello incluso nella confezione dei MacBook). Chi non disponga di un alimentatore simile dovrebbe pertanto evitare questo acquisto anche perché, del resto, il motivo per comprare questo prodotto sarebbe proprio il poter ricaricare un MacBook o un altro laptop alimentato da USB C (fate però attenzione al fatto che non tutti i prodotti USB C sono compatibili, ad esempio l’HP Spectre non lo è): tutti gli altri dispositivi si ricaricano senza problemi con batterie più piccole e portatili. Inoltre, anche utilizzando l’alimentatore del MacBook i tempi di ricarica raggiungono le 6 ore.

L’involucro più esterno è in alluminio e dà una piacevole sensazione di qualità (il ‘+’ aggiunto dopo PowerCore sta proprio a indicare la migliore qualità dei materiali e del chip di gestione). Su una faccia è presente l’unico pulsante, di forma circolare, illuminato da 10 led bianchi; ciascuno di questi indica un 10% della carica, per cui se premendo il tasto si illuminano 5 led, la batteria è al 40% (solo uno, inferiore al 10%).

Durante la ricarica di un dispositivo invece, i led sono sempre illuminati. La ricarica inizia appena si collega un dispositivo alla batteria, non è necessario premere il pulsante.

In conclusione devo dire che si tratta di una batteria davvero ben fatta. Forse le dimensioni mastodontiche (pesa oltre mezzo chilo!) non la rendono molto versatile, ma è la soluzione migliore per ricaricare il proprio MacBook/MacBook Pro in viaggio o anche in campeggio. Io la utilizzo anche come sostituto della presa elettrica, se sono seduto in zone della casa in cui le spine sono distanti: può ricaricare tranquillamente e contemporaneamente un laptop con USB-C e uno smartphone.