L’informazione nell’era editoriale 2.0

Con tanto di necrologio si parlava della scomparsa dell’informazione, nella versione stampata, dovuta ad una lunga battaglia con la pubblicità insieme alla concorrenza di internet e all’avanzare dell’età anagrafica dei lettori. (rif. Repubblica)

Oggi, quasi dieci anni dopo, possiamo dire che il Financial Times è stato forse un po’ troppo pessimista sul futuro dell’editoria, certo le notizie sul nostro mercato per anni sono state molto sconfortanti, abbiamo assistito a una drastica riduzione dei lettori e dei margini, qualche testata ha interrotto le pubblicazioni e molti centri stampa hanno chiuso i battenti ma lo scenario disegnato da FT nel 2009 è ben lontano dal realizzarsi.

In Italia in particolare cosa hanno fatto gli editori negli ultimi anni? In che modalità devono pensare per adattarsi all’evoluzione dell’informazione digitale? Tanti aspetti vanno tenuti in considerazione, a partire dalla moltitudine di canali di condivisione delle notizie fino alle modalità di fruizione dell’informazione utilizzate dai lettori.

Anche nelle redazioni qualcosa è cambiato.

I giornalisti si sono visti circondati e hanno dovuto imparare a convivere con blogger e/o opinionisti che sono diventati collaboratori di testata o curatori di rubriche a tema. Chiunque di noi, con a portata di mano il proprio smartphone, può diventare reporter. La facilità con cui un contenuto viene condiviso ha svalutato il modo di fare informazione. C’è poi il fenomeno dei social, dove tutti veramente tutti, si rendono partecipi della notizia, commentando e condividendo, obbligando in extremis l’autore dell’articolo a difendere la propria opinione.

L’industria editoriale italiana procede nel suo cammino evolutivo, deve procedere. Nuove soluzioni e interessanti prodotti sono nati proprio per agevolare questa evoluzione data dalle abitudini dei lettori più che dalle tecnologie. Da una ricerca effettuata sui lettori ne sono emersi aspetti che ogni editore dovrebbe tenere in considerazione, fra questi due hanno un peso decisivo: i lettori non hanno abbandonato completamente la versione cartacea (anzi, sempre più spesso essa viene usata come approfondimento della notizia) e sono disposti ad acquistare un contenuto digitale solo se ne riconoscono il reale valore. (Per approfondimenti: The content experience — Sketchin)

Come si pone GMDE in tutto questo?

GMDE può vantare una lunga esperienza nel mondo editoriale. Tante sono le testate supportate dal team GMDE, tante sono quelle nate grazie alle soluzioni innovative proposte. Anche per quanto riguarda la stampa, partner importanti hanno permesso di raggiungere ottimi risultati in tema di qualità e gestione delle materie prime.

GMDE aiuta gli editori nel pensare a nuovi modelli di business, a capire come poter sfruttare alcune delle tecnologie abilitanti proposte dall’industria 4.0. Fra queste particolare rilevanza hanno i sistemi cognitivi, per automatizzare ad esempio tutte quelle attività d’ufficio ripetitive destinando valore e creatività a nuovi compiti, i big data e l’analytics, rendere quindi i processi decisionali più veloci, la Cybersecurity, il cui mercato italiano vale 722 milioni secondo Assinform 2015 ed è destinato a crescere, e il cloud computing, infrastrutture dedicate a condividere applicazione e dati attraverso la rete promotrici dello sviluppo di smart city.

Nuovi modelli di business che tengano però sempre in considerazione la carta stampata perché la stampa è alle fondamenta del mondo editoriale. Anche per la stampa innovazione industriale e tecnologie abilitanti posso essere di supporto. Laddove i processi di lavorazione necessitano l’ottimizzazione, gli sprechi e gli errori la riduzione al minimo ecco la soluzione: l’Internet of Things, il cui ecosistema comprende oggetti, apparati, sensori e applicazioni in grado di trasmettere informazioni sul proprio stavo e sull’ambiente circostante.

Carta stampate e digitale non sono due mondi a sé stanti. Un ponte comunicativo fra loro esiste e va sfruttato creando contenuti dedicati e fruibili ovunque. L’utilizzo di promozioni che dalle versioni desktop puntano a prodotti stampati, o link stampati che rimandano ad arricchimenti interattivi possono essere considerate modalità di connessione fra i due principali canali di pubblicazione.

GMDE, presente ad Ediland Meeting rappresentata dall’amministratore delegato Carlo Caporizzi, darà il suo contributo durante la tavola rotonda dedicata a “Opportunità e rischi del business digitale“.


Originally published at www.gmde.it on September 16, 2017.

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