Duemiladuecento articoli, una sola storia

Perché l’avventura dell’Universo è sempre la “nostra” avventura

Con questo, siamo appunto a duemiladuecento articoli pubblicati sul sito GruppoLocale.it (ora presente anche su Medium).

Non è poi male, a pensarci bene. Senza indulgere in tentazioni autocelebrative, devo dire che non è affatto male. Più che altro, questo database abbastanza ingente è una cosa preziosa anche per me che in gran parte l’ho formato (senza però dimenticare importantissimi contributi come quelli di Sabrina Masiero, preziosa collaboratrice e redattrice di centinaia di articoli, e di Umberto Genovese, persona di grande competenza).

Sì, devo ammettere che ripercorrere questi articoli mi fa ripassare alla mente tante cose che magari ho ormai obliato: del resto, sono capace di leggere un mio articolo di qualche anno fa avendo “dimenticato” a tal punto la cosa, che potrebbe averlo scritto un altro. Il che non è poi così male, perché mi regala un certo effetto sorpresa.

Me ne sto accorgendo adesso, che ho preso a ripercorrere occasionalmente anche i post un po’ più datati, proprio per assaporare quel senso di storia in costruzione che si può avvertire, andando abbastanza indietro nella cronologia. Quel che appunto mi sorprende è che… mi sorprendo pure io, a leggere cose di tanto tempo fa!

Il sito nella forma di un blog, è attivo da maggio del 2002, e questo ci regala una forchetta temporale abbastanza ampia (vedremo poi se Medium si dimostrerà un candidato credibile per essere la nostra nuova piattaforma, o rimarremo essenzialmente su Wordpress). Ricordo che al tempo, non vi erano molti canali divulgativi in lingua italiana (mentre gli americani erano percettibilmente più avanti, bisogna dire). Dunque gli interventi più “antichi” erano spesso semplici resoconti di notizie magari apparsi in lingua inglese, su siti di divulgazione. Era uno spazio che si poteva riempire, al tempo: non c’era MEDIA INAF, per dire. In generale, non c’era tanto di quello che ora — grazie al cielo — c’è.

Ad un certo punto qui a GruppoLocale si comprese che era inutile inseguire le notizie, altri avevano iniziato a farlo in modo professionale, e questo ci consentiva di spostarci in un’altra zona di universo. Quella zona più personale che cerchiamo di occupare ora. Dove la riflessione su certi temi trova lo spazio che magari altri non possono concederle, insieme con il registro più personale che un blog non istituzionale può permettersi.

Quel che è più bello è che nessun cambio di registro può nascondere che la scoperta dell’universo e la scoperta di sé stessi, sia una sola storia, in realtà. Una storia che è bello seguire perché contiene tracce di meraviglia, quella meraviglia che quando affiora si rende efficace antidoto al cinismo in cui a volte rischiamo di cadere un po’ tutti.

L’ammasso stellare delle Pleiadi

Una storia che vale la pena percorrere, che vale la pena camminare, perché è ben lungi dall’essere esaurita. Sia che si guardi verso l’esterno che verso l’interno, c’è ancora molto da scoprire. Basta voler guardare, voler camminare. E dopo che ci si ritrova fermi, voler ripartire.

«Volgi il tuo occhio all’interno, e scoprirai migliaia di regioni, nel tuo cuore, vergini ancora. Viaggiale tutte, e fatti esperto di cosmografia interiore.» 
(Henry David Thoreau)

Seguire le stelle, seguire questo desiderio: in realtà, è tutto quel che serve. E’ tutto qua.


Derivato da un post apparso in www.gruppolocale.it il 15 ottobre 2016.