Meglio conservato su Marte…

Sì, perché a volte alzare lo sguardo serve a vedere meglio

Lo sappiamo, l’abbiamo ormai compreso: Marte sembra avere ben poco da spartire con la Terra. Le somiglianze sono ben poche, le differenze appaiono invece eclatanti. Perfino l’idea di vita intelligente, che ha notevolmente informato la percezione pubblica tra fine ottocento e inizio novecento, è stata ormai definitivamente accantonata.

Potrà dunque apparire sorprendente, sapere che uno dei motivi per studiare accuratamente il suolo marziano, è quello di comprendere la relazione con il nostro pianeta, o meglio di capire la ragione delle differenze che riscontriamo. E lì arriva la sorpresa, perché risulta che Marte ci può fornire preziose informazioni sul passato del nostro pianeta.

Una bella immagine del suolo “butterato” del pianeta rosso. Crediti: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

Ci sono infatti cose che non possiamo più vedere sulla Terra ma possiamo ancora trovare su Marte. E una di queste sono proprio i crateri.

Lo studio anche sommario di Marte ci rivela infatti una grandissimo numero di crateri, ben osservabili anche dagli strumenti in orbita. Va detto che al confronto, la Terra si presenta con una densità di crateri circa mille volte minore. Questo essenzialmente a motivo di una notevole attività geologica (con molti fenomeni che coinvolgono l’acqua) che di fatto ha completamente rimodellato la superficie.

Per studiare dunque la Terra come era un tempo, non abbiamo altro modo che guardare altrove, e precisamente andare a studiare Marte. Solo così possiamo avere una idea ragionevole di come fosse il nostro pianeta prima che i processi geologici intervenissero nel plasmare la superficie, facendole assumere la configurazione che ben conosciamo.

Insomma, per capire meglio la nostra stessa storia, dobbiamo alzare lo sguardo, ampliare l’orizzonte, abbracciare uno sguardo più allargato.

E non sarebbe certo la prima volta.