Dal dentista con l’Epilessia

Perché, percome e perché sì.

Immagine tratta da The Dragon Dentist

Poco più di dieci giorni ho avuto la necessità di rivolgermi al mio dentista per una misteriosa infezione parodontale, di piccola e fastidiosa entità. Mentre me ne stavo lì a bocca spalancata ho realizzato di non avervi mai parlato di Epilessia, cavo orale, annessi e connessi. Rimedio ora, a bocca chiusa.

Il mio corredo genetico purtroppo non prevede dei buoni denti, o meglio, dei denti forti. Non sono uno di quelli, beati, che non hanno mai visto un dentista in vita loro se non per saltuari controlli. Io ogni due tre anni ci casco, mi capita la magagna nonostante le attenzioni. E sì, c’entra anche l’Epilessia.

La prima volta che ho avuto bisogno del dentista dopo essermi ammalato è stato per un dente rotto. Come forse sapete non è bene lasciar passare troppo tempo in questi casi, perché la situazione potrebbe complicarsi e non poco. Avendo da poco scelto di cambiare studio mi sono ritrovato a fare quella cosa che ogni Epilettico dovrebbe fare alla PRIMA visita da un nuovo specialista.

Il Dentista è un medico, e noi pazienti. E’ necessario informare lo specialista in merito alla nostra condizione, informarlo sulla terapia e su eventuali interazioni negative passate causate da farmaci o sostanze. Nessuno vuole che la vostra banale carie diventi un film splatter, siate esaustivi e corretti, per la sicurezza vostra e di chi opererà per la vostra salute.

Il dottore era certo che non avrei avuto il minimo problema con l’anestesia ma gli era altrettanto chiaro che quello insicuro ero io. Così, prima di mettersi al lavoro, mi aveva consigliato di rivolgermi al mio Epilettologo, che nel caso mi avrebbe tranquillizzato o indirizzato sul da farsi. Certo, questo avrebbe comportato un significativo ritardo nella cura del mio dente rotto, ma onestamente avevo più paura di quella maledetta iniezione.

Andare dal Dentista è già abbastanza spaventoso e stressante, non sdraiatevi su quella poltrona se prima non siete certi di potervi sottoporre a tutte le cure del caso, se il dubbio vi fa fare una visita o un esame in più non è certo un male. Il trapano in bocca fa paura, ma il terrore che possa accadere qualcosa di brutto è peggio. Toglietevi ogni dubbio per tempo.

E rieccomi dopo più di un mese sotto quella luce sparata negli occhi, a guardare il soffitto. Chiaramente il mio dente non era magicamente guarito da solo, anzi, adesso era il Dentista stesso a premere sul freno. Infezione batterica, qui ci vuole l’antibiotico.

Oddio, l’Antibiotico. Una nuova paranoia. Ma non ho atteso oltre. Ho fatto sul momento il numero del mio dottore e ho chiesto lumi. Risposta affermativa, procedere con la cura, avanti tutta! E così, dopo una settimana di antibiotici sono ritornato per la terza volta allo studio, sperando nell’inizio dei lavori. La mia bocca era ormai diventata una saga al pari dei lavori per la Metro C a Roma. Il resto della storia è otturazione.

Tornando ai giorni nostri, cioè a quando ho realizzato di voler scrivere questo pezzo, cioé (2) quando sono tornato dal Dentista per curare una gengiva capricciosa. E cosa cavolo c’entra questa gengiva con l’Epilessia?

I pazienti Epilettici, a causa delle terapie assunte, possono riscontrare alcuni problemi ricorrenti al cavo orale, come stomatiti, afte, problemi parondotali e dello smalto o iperplasie.

E sono pressoché random, quindi oltre ad una quotidiana e precisa igiene orale è fondamentale recarsi ciclicamente dal proprio Medico Dentista di fiducia e correre ai ripari il prima possibile quando si presentano gonfiori anomali.

Aprendo una breve parentesi sull’attrezzatura necessaria diciamo che noi Epilettici abbiamo bisogno di qualche attenzione in più per non incorrere in ulteriori problemi oltre a quelli che possono capitarci fra capo e collo. Uno spazzolino elettrico è preferibile a quello classico, da coadiuvare con filo interdentale e il cosiddetto “scovolino”. Ovviamente particolare attenzione va rivolta alle gengive, con l’utilizzo di un dentifricio specifico (magari uno un po’ salino) e un colluttorio non commerciale con clorexidina, ma senza abusarne. In alternativa al colluttorio anche un gel dalla stessa composizione servirà allo scopo, ma applicare nelle zone più sensibili o già colpite da patologia in precedenza.

La condizione Epilettica scuote tutto il nostro corpo, bocca compresa, ma con attenzione e prevenzione è possibile trasformare un doloroso dramma in un piccolo fastidio.


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