Abbiamo pensato molto a come fare in modo che Medium sia sempre uno spazio in cui le persone si trattano bene a vicenda. Le regole non sono l’unico modo per farlo, ma aiutano. Abbiamo aggiornato le nostre regole per vietare altre forme specifiche di minacce e abusi online come l’umiliazione pubblica o “public shaming”, immagini pornografiche pubblicate per vendetta (il cosiddetto “revenge porn”) e la pubblicazione di informazioni private o riservate di altri a fini molesti.
Ogni piattaforma sociale online deve fare i conti con la tensione tra stimolare la libera espressione (“dite qualsiasi cosa!”) e creare un luogo in cui ogni persona sia libera di essere se stessa (“siete tutti benvenuti qui!”). Prima o poi, devi atterrare da qualche parte tra questi due poli. Dove atterri la dice lunga su che tipo di spazio online vuoi essere.
Vogliamo che tutti si sentano a casa su Medium. Questo non significa aspettarsi che le proprie opinioni non siano mai messe in discussione o che le proprie idee non siano mai riformulate da altri. Le opinioni sorprendenti o controverse stimolano proprio il tipo di coinvolgimento appassionato che vogliamo stimolare qui. Ma alcuni modi di esprimersi creano più ostacoli alla libertà di parola di quanti ne abbattano, provocando più autocensura, isolamento o intimidazione. Nessuno deve sentirsi sminuito come persona quando passa tempo su questo sito. Ed è su questo punto che abbiamo deciso di mettere dei paletti.
Vogliamo che le regole di Medium siano come le regole più umane e pratiche che usiamo come punti di riferimento nella vita: le regole dell’ospitalità, il codice della strada, le cosiddette regole d’oro. Rappresentano la nostra idea di cosa significa per i nostri utenti trattarsi gli uni con gli altri in modo civile, come minimo, e magari anche in modo ammirevole, se possibile. Ora è nostro compito applicare tali norme in modo considerato, equo e imparziale. Sappiamo che il contesto conta molto. Se vi chiediamo di spiegare un comportamento che riteniamo molesto, potete contare sul fatto che quella conversazione sarà con un vero essere umano, non un algoritmo.
Le nostre nuove regole non sono semplicemente mirate alla prevenzione di comportamenti molesti. Mirano a stimolare uno spazio di cui tutti possiamo essere orgogliosi e che ci metta voglia di visitarlo ogni giorno per vedere cosa sta succedendo. Parlate liberamente, commentate francamente e rispondete pure bruscamente. Ma trattatevi bene gli uni con gli altri.