LA SPERANZA DI FARE SUL SERIO

Speranza fa’ sul serio e Renzi, prima di preoccuparsene, ha escogitato un modo perchè quell’impegno scissionista giocasse a suo favore.

Roberto Speranza gira e rigira in un foglietto quei 50 nomi di parlamentari che formeranno i gruppi parlamentari, tra Camera e Senato, di #articolo1, quel movimento che fa capo alla nascente #DP ( Democratici Progressisti).

La nuova realtà politica ha tutta l’intenzione di solleticare il governo Gentiloni su alcuni temi cari alla sinistra italiana, prima tra tutti Voucher e legge elettorale.

C’è da scommettere però che il buon Matteo sorrida sommessamente .

Depresso nel suo nuovo ruolo di “uomo qualunque” , condizione nella quale ci vuol far credere di essere oggi poiché dimessosi dalla presidenza del consiglio e dalla segreteria PD, senza case bianche o bundestag in agenda da visitare, stava proprio cercando chi facesse per lui il guastatore del governo in carica.

Senza un Mastella o un D’Alema in parlamento la medicina giusta, l’arsenico per il governo in carica potrebbe essere proprio la speranza della sinistra di tornare ad avere ruolo e voce in capitolo nella vita politica italiana.

Il pilota automatico è attivo e le prime battaglie parlamentari dei DP rischiano di spianare la strada al voto anticipato che solo Renzi sembra volere e volere imputarne la responsabilità ai fuoriusciti dal partito.

La nuova legge elettorale , proporzionalissima o con un premio di maggioranza qualsiasi, se non porcata, che possa avere, potrebbe non evitare il pareggio nelle prossime amministrative.

Berlusconi gioca a scacchi con la lega per stabilire un rapporto di forza e ,nel frattempo, l’alfiere Tajani, neo presidente del parlamento Europeo, ha incontrato Merkel .

Tajani ha portato alla cancelliera buone nuove.

Il centro-destra italiano si è moderato e in un futuro, con o senza Berlusconi, vorrà partecipare alla famiglia dei popolari Europei con maggiore convinzione e capacità di proposta.

Piccoli passi a spasso nel tempo di un quadro politico che verrà tra alcuni anni quando e se i nuovi movimenti politici trasversali ( che la stampa mondiale alleata definisce sprezzante come populisti) avranno attenuato la forza propulsiva iniziale.

In questo scacchiere la meravigliosa fretta di tornare alle ideologie potrebbe non giovare alle nuove formazioni politiche .

La sinistra interna o esterna al PD farà bene a ponderare ogni passo e dovrà considerare la forza bruta dei media-megafono che Renzi ha schierato sul campo.

Il Partito Democratico , dal suo canto, farebbe meglio a non riproporre lo schema logoro Berlusconiano che etichetta come “Odio personale” ogni voce che dissenta quella del leader toscano.

Sarebbe bello e scenico anche organizzare una sorta di finta dialettica all’interno del partito perché Renzi appare spesso circondato da voci politicamente troppo timide e troppo interessate a mantenere il posto.