Andarsene per ritrovare la speranza.
Una volta un amico mi ha detto: “Non puoi scappare dai problemi”.
Sono sempre stato convinto del contrario, come scrive Henri Laborit, in Elogio della fuga, uno dei libri più straordinari che ho letto, forse la cosa giusta da fare, è fuggire per cercare un’altra prospettiva. Talvolta abbiamo la possibilità di avere un vero confronto con le persone con cui siamo in conflitto, e riusciamo così ad elaboralo, ma spesso questo non è possibile. Gli psicologi, vogliono che andiamo dal nostro partner o da un amico e svuotiamo il sacco, cosa che a volte funziona. Ma mi sono reso conto che quando iniziamo a svuotare il sacco, stiamo in realtà fissando e solidificando i conflitti, li stiamo sottolineando. Se ce ne andassimo altrove per un paio di settimane o di mesi, nelle nostre vite potrebbero accadere cose nuove, cose che ci renderebbero diversi dalle persone che eravamo prima. Andandocene, creiamo una discontinuità, nella quale nasce qualcosa di nuovo. Andandocene ci apriamo alla speranza che sia possibile una qualche forma di riconciliazione. Senza la speranza non ci si può ritrovare attorno ad un tavolo per lasciare spazio al dialogo. Spesso quando abbiamo dei conflitti con qualcuno, ci facciamo del male, non possiamo eliminare il dolore. Non possiamo cancellarlo, ma possiamo lasciare che il tempo e la natura lo leniscano.