
Losers
Il summit peggiore che si sia mai consumato nella storia europea, organizzato nei giorni scorsi per dirimere la vicenda greca, non ha visto ne vincitori ne vinti: hanno perso tutti! Ma se la Germania ha perso la faccia, o meglio la maschera che con fatica si è costruita nel dopoguerra, per la Grecia la perdita è molto più grave, se si considera che gli è stata strappata di dosso la pelle per farne carne viva da macello.
Altro che realismo, questo è puro sadismo!
Ebbene, in tutta sincerità, più che dalla Germania, da cui non c’era d’aspettarsi molto più che l’arrogante bastardaggine, a quanto pare inscritta nel loro dna (l’aggravante è che a loro non basta mai vincere, la vera soddisfazione la provano solo umiliando l’avversario), io sono molto delusa e amareggiata per il comportamento di Tsipras. Non sbaglia chi dice che la sua è stata solo una partita di poker, il problema è che Tsipras è stato un pessimo giocatore; si è seduto al tavolo, ha bluffato e poi ha passato la mano nel momento più importante. Beh, se non sei certo di volere andare fino in fondo, a quel tavolo non ti ci devi neppure accomodare, perchè la posta in gioco in questo caso era la pelle di un popolo. Che senso ha avuto chiamare un referendum per dire NO, per poi accettare condizioni di gran lunga peggiori di quelle per cui si è detto di no? Che senso ha cercare di risolvere una situazione debitoria accumulando altri debiti con gli strozzini? Che senso ha soffrire senza intravedere una luce in fondo al tunnel? Meglio pane e cipolle da uomini liberi che non da schiavi. Bisognava avere il coraggio di andare fino in fondo, ribaltare il tavolo e uscire dall’euro per ricominciare a camminare sulle proprie gambe, solo in quel caso gli altri paesi avrebbero trovato la forza di rimettere in discussione i trattati, come del resto suggeriva il piano Varoufakis ignorato da Tsipras. Non sbaglia di molto Grillo quando dice che i tedeschi ne hanno bastonato uno per educarne diciannove. Ora tutti se la faranno sotto, anche Podemos perderà forza, ci si può scommettere fin da subito, perchè è del tutto evidente che la gente non riuscirà più a fidarsi di pavidi pseudo rivoluzionari che vendono ai popoli una speranza a cui loro stessi non credono davvero.
Naturalmente, agli osservatori più attenti non è sfuggito che il cambio di atteggiamento di Tsipras è avvenuto dopo i colloqui con Obama, è evidente che egli deve avere detto qualcosa di molto convincente per produrre una tale inversione di rotta nel governo greco, tanto è vero che, su spinta americana, l’FMI sta spingendo per una ristrutturazione del debito. Sarà sufficiente ad arginare lo strapotere dei falchi in Europa? Staremo a vedere, ad ogni modo, è vergognoso che i paesi europei non riescano a coalizzarsi per ridimensionare la Germania e fare pressione affinchè si proceda finalmente con la costituzione degli Stati Uniti d’Europa.
Forse, da questa lezione dovremmo imparare che la rivoluzione non è uno sport per signorine, ma soprattutto che fare la rivoluzione non basta se non si hanno le idee chiare su come si vuole cambiare.
Leggi: “Fare la rivoluzione non basta” di Mario Flavio Benini.