
Come conquistare un Millennial
I Millennials sono la generazione di utenti nati tra il 1980 e il 2000, attualmente si trovano nella fascia di età tra i 15 e i 35 anni e rappresentano il 24% della popolazione. Sono la prima generazionead essere cresciuta nel mondo digitale, globale, iper-connesso e per questo motivo conoscono e sperimentano la comunicazione e sono abituati ad interfacciarsi con i linguaggi visivi. Essendo cresciuti bombardati dai media e sotto un flusso costante di notizie, hanno sviluppato la tendenza a filtrarne e ignorarne la maggior parte. Uno dei luoghi più comuni sui Millennials, infatti, è che abbiano una soglia di attenzione molto bassa; la realtà è che è difficile catturare il loro interesse se non si è in grado di intercettarne le esigenze.
Cosa vogliono i Millennials?
Nonostante vivano in un mondo che si apre a loro sotto forma di infinite possibilità di scelta, rappresentano un target che dimostra fedeltà ai brand: un dato che potrebbe sembrare paradossale, ma che si può spiegare facendo riferimento al nuovo sistema di valoriche appartiene a questa generazione. Avere un accesso facilitato a qualsiasi bene desiderino, infatti, li porta ad orientare i loro parametri di scelta verso il valore aggiunto che un brand può offrirgli: sono quindi disposti ad investire più denaro, se serve, per ottenere un “servizio” che li soddisfi sotto più punti di vista contemporaneamente.
- Dialogo e interazione
I Millennials si sentono generalmente a proprio agio nel condividerela loro vita privata su Internet, anzi spesso il confine tra pubblico e privato è molto labile; questo li porta a creare rapporti, dentro e fuori il mondo digitale, con procedimenti simili.
La relazione che si instaura con un brand quindi ha le stesse modalità di un rapporto umano di fiducia, e non può esserci fiducia senza dialogo. Un altro dato interessante è che la maggior parte dei Millennials è abituato ad interagire in modo massiccio sui social, non solo con i brand ma anche con gli altri consumatori: entra quindi in gioco il meccanismo psicologico della social proof, in parole povere “se tutti saltano da un ponte, lo fai anche tu?”. La risposta del Millennial è “sì, se ne vale la pena. Fammi chiedere in giro”.
Quindi non conta tanto cosa un brand abbia da dire riguardo ai prodotti che offre, ma la qualità del rapporto con il cliente, che può essere migliorato ascoltando i suoi bisogni ed esigenze, facendolo sentire parte di qualcosa, coinvolgendolo, in sintesi non trattandolo come un semplice cliente.
- Autenticità
Cresciuti con la pubblicità, i Millennials hanno sviluppato la capacità di comprenderne i meccanismi, i linguaggi, e per questo anche di individuare il numero di informazioni vere al suo interno. È un metodo di selezione delle notizie e dei contenuti che funziona come un firewall impostato su ciò che loro ritengono sia sufficientemente credibile e quindi reale. Soprattutto in un mondo come quello digitale, dove il flusso delle informazioni è continuo, e dove i dati reali si mescolano a quelli a fini promozionali, uno dei modi più efficaci per superare questa selezione è innanzitutto dire cose vere, semplici, dirette.
Il Millennial odia anche solo il sospetto di essere preso in giro, diventa quindi di vitale importanza per un brand presentarsi in modo autentico e coerente.
- Ispirazione
Cosa tiene insieme le persone? La connessione emotiva. Come si crea una connessione emotiva? Proponendo dei contenuti che non siano solo interessanti, informativi e pratici, ma che siano anche in grado di ispirare e coinvolgere emotivamente. Sembra semplice ma non lo è: parliamo di una generazione che prende tutto sul personale. Da un lato questa tendenza sembra offrire tantissimi appigli per creare un contatto, dall’altro sappiamo benissimo che ogni persona si emoziona o si lascia ispirare da cose diverse.
Se come brand non sono in grado di coinvolgere in modo personale, quindi con un contenuto che sia il più possibile modellato sul target di riferimento, non sarò poi in grado di stimolare un’interazione.
- Esperienze
Quello che risulta evidente è quindi che questa generazione, considerata come la generazione dei compratori per eccellenza e verso la quale sono indirizzate la maggior parte delle ricerche di marketing, in realtà ha desideri e bisogni tutt’altro che materiali. Ogni cosa che acquistano i Millennials ha a che fare con l’espressione di sé e quindi acquista valore in base ai messaggi che veicola; il classico status symbol amplia il suo significato e si apre a nuove declinazioni che non hanno a che fare solo con il mondo dei beni materiali, destinati a mutare il loro valore nel tempo. Ciò che conta per un Millennial in questa società in continuo movimento e alla quale deve adattarsi, è investire in cose durature che lo arricchiscano dal punto di vista personale: esperienze.
Se ti stai chiedendo “sì, ma io sono un brand che vende patate, che esperienza posso offrire ad un Millennial?” vuol dire che sei già sulla giusta strada.
In conclusione, un Millennial non va solo convinto, va conquistato e il corteggiamento può essere difficile e pieno di insidie se non hai un amico esperto che possa consigliarti quali strategie adottare, quali messaggi mandare.
Fortunatamente noi siamo qui per questo.

