Che cos’è il #DayoftheGirl

Il #DayoftheGirl è un movimento di lotta guidato al 100% da giovani per la loro gender justice e per i loro diritti, che utilizza l’11 ottobre come giornata di azione nazionale.

La situazione

Report Every Last Girl — free to live, free to learn, free to harm

Secondo il rapporto “Every Last Girl: free to live, free to learn, free from harm”, lanciato oggi da Save the Children, il Niger è il posto peggiore al mondo dove essere una bambina o una ragazza; la Svezia il migliore. 
Il dossier contiene la graduatoria dei Paesi dove bambine e ragazze hanno maggiori opportunità di crescita e di sviluppo, basata su 5 parametri:

  1. Matrimoni precoci;
  2. Numero di bambini per madri adolescenti;
  3. Mortalità materna;
  4. Completamento della scuola secondaria di primo grado;
  5. Numero di donne in Parlamento.

Nel mondo, ogni sette secondi una ragazza con meno di 15 anni si sposa, oltre un milione di ragazze diventano madri prima di compiere i 15 anni, mentre 70.000 ogni anno (range d’età 15–19 anni) perdono la vita per cause legate alla gravidanza e al parto. Le giovanissime spose lo diventano, spesso, con uomini molto più grandi, a causa della povertà e di pratiche sociali discriminatorie. Oggi più di 700 milioni di donne si sono sposate prima dei 18 anni e ogni anno 15 milioni di ragazzine vanno a nozze ancora minorenni, con conseguenze drammatiche sulla loro salute, educazione e sicurezza.
Matrimoni e le gravidanze precoci — come elencato precedentemente — sono solo alcuni dei parametri sui quali si basa Save The Children per stilare la sua classifica dei Paesi dove bambine e ragazze hanno maggiori opportunità di crescita e sviluppo.

Classifica

*Sommario degli indicatori alla fine dell’articolo*

Le convinzioni

Tweet delle UN (United Nations) per la commemorazione del #DayoftheGirl. Ambasciatrice (Global Goodwill Ambassador) di questa campagna, l’attrice britannica Emma Watson (@EmWatson su Twitter)
  • Le ragazze sono esperte sui temi che le riguardano: le soluzioni a questi problemi devono provenire, di conseguenza, proprio da loro. I dibattiti che si verificano atto a questi problemi devono essere centralizzati sul tema della giustizia sociale;
  • Le ragazze di comunità emarginate deve essere poste al centro di conversazioni su questioni di giustizia sociale che coinvolgono le loro comunità;
  • Un veritiero ed efficace cambiamento sociale non può avvenire senza una leadership femminile;
  • I problemi delle ragazze sono intersezionali: devono, quindi, essere intenzionalmente incluse le persone che sono diverse nel loro lavoro di cambiamento sociale, altrimenti tali azioni non saranno in grado di avere un impatto significativo sulla situazione attuale;
  • Le opinioni presentate sul sito Day of the girl.org — e sul relativo blog — riflettono le opinioni degli autori e non delle Nazioni Unite o di qualsiasi organizzazione correlata;

Il lessico

Tweet dell’UNICEF ( United Nations International Children’s Emergency Fund) per il #DayoftheGirl

Ragazza: identificazione femminile di giovane;

Patriarcato: “Un sistema sociale in cui la mascolinità è valutata in maniera più importante della femminilità, e in cui gli uomini sono considerati dominanti sulle donne”. Persone di tutti i generi — non solo le ragazze — sono influenzati negativamente dal patriarcato;

Ruoli di genere: un insieme di norme che dettano ciò che è e che non è accettabile, adeguato o desiderabile per una persona in base al loro sesso reale e a quello percepito;

Privilegio: “una serie di vantaggi sperimentati da un gruppo dominante”. Alcuni privilegi includono il privilegio dei bianchi, il privilegio maschile o privilegio cisgender (col termine cisgender si identifica “qualcuno a proprio agio con il genere che gli è stato assegnato alla nascita”) e tanti altri;

Genere binario: il sistema di etichettatura a due generi radicato nella cultura occidentale che costringe le persone ad aderire alle leggi sociali di mascolinità o femminilità. Questa struttura sociale esclude e getta vergogna su tutti coloro che non si conformano ai ruoli di genere tradizionali o che si identificano in ruoli di genere diversi;

Cisgender: come scritto sopra, “qualcuno a proprio agio con il genere che gli è stato assegnato alla nascita”;

Tweet di Save The Children (Malawi) per il #DayoftheGirl

Giustizia di genere: un movimento per “creare un mondo libero dalla misoginia”, strumento principale per porre fine al patriarcato, alla transfobia e all’omofobia. Le ragazze del #DayoftheGirl si concentrano principalmente su questioni riguardanti le ragazze in se per se, rendendosi conto, però, di come tutte le questioni di giustizia di genere siano, in realtà, intrinsecamente legate;

Transinclusività: inclusione attiva dei soggetti transessuali all’interno degli spazi femministi. Non importa come si identificano— che si tratti di transgender, agender (con questo termine si identificano tutte quelle persone “senza genere”) o altro —, tutti sono i benvenuti all’interno del movimento #DayoftheGirl;

Cultura dello stupro: “La normalizzazione della violenza sessuale nella società”;

Sessismo interiorizzato:internalizzazione involontaria di atteggiamenti e credenze sessiste”. Queste portano spesso, nelle società attuali, a competizioni tra ragazze, mettendole l’una contro l’altra, dato che una società patriarcale sostiene che le ragazze piuttosto che essere alleate tra loro siano in competizione per essere il più desiderabili possibili (o più delle altre) per uomini e ragazzi;

Diritti della gioventù: “un movimento per porre fine alle discriminazioni contro i giovani”. Questo include l’abbassamento dell’età di voto, il miglioramento dell’accesso e la qualità dell’istruzione, la riforma del sistema di giustizia minorile e molto altro ancora;

Intersezionalità: termine che descrive come “istituzioni opprimenti siano interconnesse tra loro e non esaminabili separatamente l’una dall’altra”. Questo fenomeno descrive, inoltre, i modi in cui una varietà di identità impattino particolarmente sull'esperienza dell’individuo. Questo termine è stato coniato da donne di colore che si sono sentite frustrate dato che i principali movimenti femministi erano indirizzati prevalentemente per il riconoscimenti dei diritti delle donne bianche. Difatti il problema per le donne di colore è identificato come un duplice problema: la loro discriminazione non passa solamente per quella di genere — essere donne — ma anche per quella razziale — essere di un altro colore, provenire da un altro posto.