Scritto a voce

Storielibere.fm è una nuova piattaforma con splendidi podcast, scritti e narrati in maniera perfetta

Martino Pietropoli
Jun 15, 2018 · 4 min read

Qui si scrive sempre in inglese e pure il nome I LOVE PODCASTS è in inglese, ma questa volta è doveroso scrivere in italiano perché in italiano parla Storielibere.fm, in Italia è ideato e prodotto e in Italia porta, finalmente, il podcast fatto bene — benissimo — come si fa oltreoceano.

Ho iniziato ad ascoltare podcast ossessivamente qualche anno fa e allora di italiani non ne esistevano. Sì, tecnicamente ne esistevano, nel senso che su iTunes ci trovavi le puntate del Ruggito del Coniglio o del Deejay Time ma quella era — appunto — radio registrata e ascoltata su una piattaforma diversa.

Il podcast che ho imparato ad amare è stato Serial: un’indagine minuziosa su un fatto di cronaca nera che si era conclusa con una condanna da molti ritenuta ingiusta per l’ex ragazzo della vittima. Scoprii qualcosa superlativamente prodotto, con enormi potenzialità.

Il podcast che usa audio registrato dal vivo, effetti sonori, descrizioni minuziose, contenuti originali provenienti da archivi o da tribunali, musiche composte apposta ha una potenza comunicativa difficilmente immaginabile.

Tutto ciò che non vediamo e che immaginiamo con la mente stimolata dalla narrazione ha una potenza immaginifica straordinaria. La realtà raccontata che ricostruiamo nella mente è più vivida di quella vista sullo schermo perché è nostra e personalissima.

Questo per dire che non mi ci volle molto a capire che l’audio e la parola — e i podcast in particolare — erano il più antico mezzo di comunicazione ma avevano anche un futuro inaspettatamente roseo.

Eppure di interessante in italiano non c’era molto da ascoltare.


A novembre del 2017 Rossana de Michele mi parla di questa idea che ha: non ha più molto tempo per leggere ma le piace ascoltare i podcast. Le piacerebbe che esistesse una specie di guida, un catalogo, un Netflix dei podcast. Non usa proprio queste parole ma grossomodo mi racconta cosa vorrebbe fare: produrre podcast di diversi generi e distribuirli su una piattaforma proprietaria. Penso che l’idea sia bellissima almeno tanto quanto di complicata realizzazione. Penso anche — ma non glielo dico — che difficilmente la farà. Non perché non mi fidi di lei ma piuttosto perché capisco quanto ardita è l’impresa. Anzi: è talmente grande che non ne vedo neanche i confini.

Dopo neanche 6 mesi la fa, eccome.

E non solo crea una bella casa per diversi ottimi autori ma la riempie di storie scritte benissimo e narrate dalla stessa voce dei loro autori.


C’è un elemento di profonda verità e onestà nel dire con la propria voce la storia scritta di proprio pugno, che sia personale o quella di un atleta o di uno scienziato. Questa è, per esempio, una fondamentale scelta di produzione che rende questi podcast unici: a narrarli non ci sono voci educate e dalla dizione perfetta (onore al loro merito comunque) ma quelle degli stessi autori, con le loro inflessioni e peculiarità. E trovo questa cosa bellissima perché aggiunge un ulteriore strato di verità a quelle storie. Che poi sono scritte benissimo da autori come Michela Murgia con il suo Morgana, da Massimo Temporelli che in F***ing Genius narra le vite di uomini e donne di scienza che hanno cambiato la storia, da Riccardo Gazzaniga che racconta un anno cruciale politicamente e sportivamente, il Messico del ’68 in A Pugni Chiusi.

Ci sono anche podcast di divulgazione come Il gorilla ce l’ha piccolo di Vincenzo Venuti che parla degli istinti sessuali degli animali (quindi anche dell’uomo) o altri attualissimi come Radici di Cristina Giudici che racconta le storie degli immigrati di seconda generazione (con una bellissima musica originale di Roberta Di Mario). E le storie di sportivi eccezionali narrate con le loro parole e anche da loro stessi dall’ottimo Jacopo Pozzi di The Owl Podcast. C’è Matteo B. Bianchi con Esordienti che parla al popolo di scrittori italiani e cerca di spiegare come e dove provare a pubblicare un libro in Esordienti.

Molto altro si aggiungerà a questo vario catalogo e questo è appunto solo l’inizio. I temi sono tutti interessanti e dopo l’ascolto delle prime puntate non posso che averne un giudizio positivo. Molto positivo. Sono podcast prodotti a livello molto alto, scritti benissimo e narrati con passione e competenza.

Scritti a voce appunto: con la voce e le parole dei loro stessi autori.

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Martino Pietropoli

Written by

Architect, photographer, illustrator, writer. L’Indice Totale, The Fluxus and I Love Podcasts, co-founder @ RunLovers | -> http://www.martinopietropoli.com

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