Costruire il futuro: come scegliere al meglio la pensione integrativa
Ecco cosa c’è da sapere

I contribuiti pagati dai giovani di oggi servono a pagare gli assegni di chi è già in pensione. Come funziona il nostro sistema e qual è il modo migliore per tutelarsi autonomamente?
Il nostro sistema pensionistico è costituito da 3 pilastri:
1. Il primo pilastro è il sistema previdenziale pubblico obbligatorio
2. Il secondo pilastro è la previdenza complementare (fondi pensione chiusi)
3. Il terzo pilastro è la previdenza privata (Piani Individuali Pensionistici, fondi aperti o altri strumenti finanziari)
Il secondo pilastro è quello dei fondi pensione chiusi, ed è di questo che ci occuperemo.
Ne esistono di diversi tipi: fondi di categoria o aziendali, come ad esempio il fondo pensione FOPEN per i lavoratori del gruppo Enel, il fondo COMETA per i metalmeccanici etc.
Prima di scegliere un piano pensionistico integrativo è giusto porsi alcune domande:
La prima e più spontanea domanda riguarderà sicuramente la rendita ottenibile da questo tipo di investimento:
Secondo quanti riportato dal Sole24Ore sui dati del COVIP (commissione di vigilanza sui fondi pensione) nei primi sei mesi del 2016 i rendimenti medi aggregati dei fondi negoziali, al netto dei costi di gestione e della fiscalità, sono stati dell’1% a fronte di una rivalutazione netta del Tfr dello 0,6%.
I piani di accumulo potranno riservare rendimenti superiori con versamenti mensili dai 100 euro in su. In questo caso rendimento e rischio varieranno in base alla composizione del portafoglio.
Quanto posso destinare del mio stipendio alla pensione integrativa?
Nei fondi chiusi e in quelli di categoria la contribuzione non può essere modificata, invece per i fondi aperti ognuno può scegliere di versare quanto vuole.
Non sempre i versamenti si possono interrompere o variare, questo è un dettaglio importante di cui accertarsi prima della sottoscrizione.
Posso rientrare in possesso dei miei soldi in qualsiasi momento?
Nella maggior parte dei casi la liquidazione del fondo pensione e dei PIP (piano individuale pensionistico) è prevista una volta raggiunti i requisiti per la pensione obbligatoria, e a condizione che si possano far valere almeno 5 anni di partecipazione alla previdenza complementare.
Per fondi pensione e PIP, infatti, non è possibile richiedere il riscatto o l’anticipazione dei soldi versati, fatta eccezione per determinati casi
Una soluzione soluzione alternativa, decisamente più flessibile, potrebbe essere quella del Piano di Accumulo, dal quale si può uscire e riavere i soldi versati in qualsiasi momento.
I risparmiatori possono scegliere tra PIP, Fondi pensione o Piano di Accumulo.
I costi del piano hanno una rilevanza fondamentale, e i contributi mensili sono molti, per questo anche una piccola differenza di costo produrrà una grande differenza nel risultato finale.

