I miei interessi sotires: Nino Cerruti

Made in Italy.

“È il mercato a decidere sempre e a decretare la bellezza. Prendete, per esempio, le avanguardie futuristiche del vestire: sono sempre finite in un fioco di paglia. Ripeto: imparate a vedere lo stile e la moda sotto un profilo di valore culturale e sociale più ampi. Solo così li comprenderete meglio.”

Un incontro tutto italiano quello tra moda e settimana arte. Da Richard Gere a Michael Douglas i tessuti del lanificio di Nino Cerruti hanno vestito i più importanti attori del cinema internazionale.

“Io credo che si debba ridefinire ciò che chiamiamo crisi, perché se chiamiamo crisi un’epoca come quella attuale, molto più difficile di 10 anni fa, non è crisi, è che è cambiato il mondo”
“La mia azienda chiaramente segue un po’ la mia maniera di pensare, sta facendo molti cambiamenti. Un’azienda è fatta da sistema produttivo, dal sistema commerciale e dal sistema dello sviluppo prodotto. Bisogna cambiarli tutti completamente perché il mondo in cui ci muoviamo è cambiato.”

Uno dei grandi protagonisti della moda maschile italiana da oltre 50 anni. Sue le giacche doppio petto di Richard Gere in Pretty Woman, i vestiti gessati che la coppia Delon-Belmondo indossava in Borsalino e suoi anche i completi di Michael Douglas in Basic Instinct.

Gentiluomo d’altri tempo e di certo lungimirante, fu infatti Nino Cerruti ad assumere per primo Giorgio Armani, che all’epoca faceva il vetrinista alla Rinascente.

“Abbiamo cominciato il processo di decostruzione dei capi soprattutto nella moda uomo. La conoscenza dei tessuti è sempre stata per noi l’elemento fondamentale, il caposaldo per fare questo mestiere. Non capisco gli stilisti che non si scelgono i tessuti ma li fanno scegliere ad altri”

Il connubio tra il Lanificio biellese e il mondo del cinema ha trovato la massima espressione in una mostra nel cuore di Shinjuku, uno dei quartieri commerciali più noti della capitale nipponica.

La moda come specchio del cambiamento, della storia, della società.

“Devo ribadire un fatto: lo stile, la moda hanno sempre una valenza di valore. Culturale e sociale. Non sono mai fine a se stessi e vanno sempre valutati alla luce della storia. Nessuno, per esempio, ricorda da dove vengono i pantaloni. Bene, furono introdotti dagli Unni che ne avevano bisogno perché cavalcavano a temperature siderali e quindi necessitavano di protezione per le gambe. Lo stile e i suoi cambiamenti, quindi, sono dettati dalla necessità, dal sali e scendi delle classi al potere, dall’influenza di certe star che a un certo punto cambiano l’opinione di milioni di persone.”

Una leggenda vivente del made in italy il “Signor Nino”, il cui nome compare nei titoli di coda di oltre 100 pellicole dagli anni ’60, quando iniziò a vestire le star di Hollywood, fino ad oggi.

C’è stato il tramonto dell’eleganza classica per prediligere una sorta di libertà generale. Anche l’eleganza maschile, quella dei vestititi sartoriali esiste ancora e ancora è amata e emulata, in tutto il mondo.

«La nostra visione è riassunta nel motto natural born elegance. Non una formula, ma la filosofia che coltiviamo e trasmettiamo attraverso i nostri tessuti, la qualità e la ricerca costante che li caratterizzano. Amiamo tutto ciò che è nuovo, ma che ha un buon senso».

Una visione limpida quella di Nino Cerruti, per niente incline al compiacimento, un uomo d’altri tempi dal quale prendere esempio oggi.

“Penso che questo sia uno delle professioni più belle del mondo. Mi ha dato la possibilità di fondere i miei interessi, il mio lavoro, con la mia vita. Senza confini.” [Nino cerruti]

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