I miei interessi stories: Alex Zanardi

26'36'’81

“La vita è come il caffè: puoi metterci tutto lo zucchero che vuoi, ma se lo vuoi addolcire devi girare il cucchiaino. A stare fermi non succede nulla”

Lacrime. Entusiasmo. Grinta. Un inno alla vita è la vita stessa di Alex Zanardi.

Esempio e ispirazione già prima di quell’oro paralimpico che simboleggia la vittoria di tutti quelli che decidono di non arrendersi, mai.

«Ho tante dediche da fare per questa gara: a mia mamma che mi ha messo al mondo, a mia moglie Daniela che mi ama, ciao Daniela ciao, ti amo, a mio figlio Niccolò per il quale darei la vita per lui. Ma siccome sono ancora un ragazzino e ho tanti progetti e qualche soddisfazione ancora me la voglio togliere, questa medaglia è per Gianmarco Tamberi: un bacio metaforico, sei forte e ti rifarai dalla botta che hai preso prima di Rio».

l pensiero dell’olimpionico è andato all’atleta ventiquattrenne fuori dai giochi Brasiliani a causa di un infortunio al tendine d’Achille.

«Nelle gare individuali io dico sempre che sono come il vino rosso: più sta lì e più migliora. Anche se nella realtà non è proprio così io so di poter ripetere lo stesso tipo di prestazioni che già in passato mi hanno regalato grandi soddisfazioni. È logico che gli avversari, alcuni in particolare che hanno la metà dei miei anni, sono carne che cresce, quindi non sai mai cosa ti puoi aspettare. Però, qualora dovessi fare ‘il mio’, ed è ciò che scientificamente so di poter fare, sarò comunque molto soddisfatto: se gli altri andranno più forti di me bisognerà davvero fargli i complimenti, perché io andrò molto forte».

Ha 50 l’ex pilota di formula uno, e ancora una volta bagna con le sue lacrime il primo gradino del podio.

Vincitore della cronometro H5 con la sua handbike per la prima volta non trasforma un sogno in realtà ma la realtà in sogno. Campione del mondo in carica per questa specialità si riconferma l’encomiabile esempio di forza che tutta l’Italia ama e di cui si sente orgogliosa.

Un modo di vivere e di essere, lo sport, per Alex Zanardi, portato avanti anche dopo la perdita di entrambe le gambe nel 2001, in un incidente durante una gara di Formula Cart.

“Credo che la curiosità sia l’unica cosa di cui abbiamo bisogno nella vita. Se sei curioso troverai la tua passione. E i risultati che avrai saranno il risultato di quanta passione metterai nella tua vita”
“Non sono un eroe ma un ottimista che ci prova”

A quanto pare la forza di volontà spinge più delle gambe a volte, il coraggio più delle capacità e gli obiettivi si avvicinano a chi sa imprimerli nel suo percorso, a chi non rinuncia, a chi crede.

“I limiti sono solo nella nostra testa. Se hai un sogno e vuoi realizzarlo, non ci sarà nulla in grado di ostacolarti. Tranne la tua volontà”

Va avanti senza calarsi mai nei panni dell’eroe, facendo quello che ha sempre amato fare, rimanendo sempre se stesso, andando avanti, senza prendere scorciatoie.

«Dobbiamo metterci in testa che tutti abbiamo un talento: dipende da cosa vogliamo fare. È molto più difficile capire cosa si vuole diventare che riuscire a farlo per davvero».

Quindi capire qual è il proprio interesse, decidere di volerlo e andare a conquistarlo con i mezzi e le capacità a nostra disposizione, quand’ anche fossero solo le braccia.

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