I miei interessi STORIES: Marina Abramović

arte, performance e ricerca

Marina Abramović

non è di certo un’artista facile da raccontare.

È attiva da quarant’anni ed è una delle performer più influenti al mondo. Si è lei stessa definita, recentemente, la nonna dell’arte performativa.

Il suo lavoro esplora la relazione tra artista e pubblico, i limiti del corpo e le possibilità della mente.

Tra le molte onorificenze vince, nel 1997 il Leone d’Oro alla Biennale di Venezia con l’esecuzione Balkan Baroque mentre nel 2003 il prestigioso “New York Dance and Performance Award (o The Bessies)”.

Dragon Heads, 1990

Durante la sua lunga carriera ha usato il suo corpo come un veicolo, si è spinta ben oltre i suoi limiti fisici e mentali — talvolta rischiando addirittura la vita per questo.

Le sue performance sono provocatorie, lanciano una sfida oppure nascono con l’obiettivo di scioccare e commuovere.

A volte entrambe le cose, insieme.

Attraverso di lei, insieme a lei, si possono sorpassare dei limiti che non saremmo mai stati in grado nemmeno di avvicinare. Attraverso il suo lavoro si crea l’opportunità di espandere la propria coscienza, di lanciarsi senza paura oltre le parti più oscure della natura umana, quelle più contraddittorie e folli— perché in fondo è sempre e lei a rischiare.

Tra le sue performance più celebri citiamo Rhythm 0 del 1975, Lips of Thomas sempre del 1975, e chiaramente il celebre The Artist is Present (2010) presentato al MoMA di New York.

Sull’esperienza di quest’ultimo lavoro, che l’ha resa celebre al grande pubblico, è stato creato un lungometraggio omonimo, presentato al Sundance Film Festival nel 2012.

Marina Abramović ha dichiarato che una delle domande che le hanno posto più spesso nella sua vita è stata “perché ritiene che quello che fa sia arte” e tutto il suo lavoro mostra una ricerca costante della risposta a questa domanda, sempre per la stessa ragione, ma in molti modi diversi.

Abramović ingloba la reazione dello spettatore nella performance. Ed è tale reazione a costituire l’oggetto stesso dell’esecuzione, il suo fine ultimo, il suo scopo.

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