I miei interessi stories: Esther Duflo

Dall’intenzione all’azione.

Per quale ragione i poveri, in tutto simili per capacità e aspirazioni a chiunque altro, vanno incontro a destini completamente differenti? Perché restano poveri?

In molti se lo sono chiesto e in tanti hanno provato a rispondere, ma forse la più esauriente di tutti è stata Esther Duflo.

“Anche quando le difficoltà sembrano insormontabili, bisogna insistere nel porsi le giuste domande, sperimentare e nutrire speranza per affrontare la sfida di costruire un mondo senza più povertà, magari un passo alla volta.”

Nel cercare di risolvere questo tipo di problemi l’errore molto spesso sta nell’applicazione di regole troppo astratte e generaliste che non mirano direttamente alla risoluzione di un problema.

Nella sua analisi Esther Duflo ha combinato la teoria con la ricerca empirica, dimostrando e insegnando che talvolta può bastare una piccola spinta nella giusta direzione per conseguire grossi risultati.

Azioni che consentono di ottenere di più facendo di meno, occupazioni di qualità che favoriscono la crescita e così via.

Esther Duflo insegna Economia dello sviluppo al Massachusetts Institute of Technology e ha fondato il Mit Poverty Action Lab, un vero e proprio ente che si occupa specificamente di valutare secondo parametri scientifici le politiche sociali.

“Non siamo più nel Medio Evo. Siamo nel 21° secolo. E nel 20° secolo, la sperimentazione controllata randomizzata (RCT) ha rivoluzionato la medicina permettendoci di distinguere tra farmaci che funzionano e farmaci che non funzionano. E potete fare la stessa sperimentazione controllata randomizzata per le politiche sociali. Potete applicare alle innovazioni sociali gli stessi rigorosi test scientifici che usiamo per i farmaci.”

L’“Economist” l’ha inserita nella lista degli otto più importanti giovani economisti del mondo e nel 2005 è stata designata miglior giovane economista francese e nel 2010 ha vinto la John Bates Clark Medal, destinata ai migliori economisti americani sotto i quarant’anni.

Proporre un’economia che non si stanchi di andare in cerca di una soluzione, provando, riprovando, registrando e cambiando strategia ogni qualvolta sembra che quella presa in opzione non sia adeguata.

“Ora, non si tratta di una cosa semplice. È un processo molto lento. Bisogna continuare la sperimentazione, e a volte l’ideologia deve essere battuta dalla praticità. E a volte quello che funziona da una parte non va da un’altra. Questa economia che io propongo, è come la medicina del ventesimo secolo. È un lento, deliberante processo di scoperta. Non c’è una cura miracolosa, ma la medicina moderna salva milioni di vite ogni giorno, e possiamo fare la stessa cosa.”
“Non so dirvi se gli aiuti che abbiamo speso in passato hanno fatto la differenza, ma potremmo tornare qui fra 30 anni e dire, “Quel che abbiamo fatto, è stato davvero uno stimolo per migliorare.” Io credo che possiamo, e spero che riusciremo.”

Esther Duflo non si arrende, porta avanti le sue idee, credendo nell’azione, nell’impresa, nella sua impresa, nel suo modello, nel suo interesse.

Bee Free per Conto Facto