I miei interessi stories: Gianni Bozzacchi

Cinema e fotografia

“I miei desideri erano come ormoni, esplodevano incontrollati. Poi c’era la fame del dopoguerra. Gigantesca. Ossessiva. Chi c’è passato difficilmente la dimentica. Modifica l’atteggiamento nei riguardi del mondo e delle cose. Anche in un mestiere come il fotografo”.

Ha settantatré anni e la sua storia rinvia a quei personaggi della commedia all’italiana, sempre in bilico tra la scalata e la caduta. È Gianni Bozzacchi, fotografo delle star. In particolare di Liz Taylor.

Il suo studio Romano è tappezzato di foto di Liz Taylor, da molti riconosciuta come la più grande diva cinematografica della seconda metà del ‘900. Ma non mancano anche ritratti di Richard Burton o altri grandi come Robert Redfort.

“Sono un figlio della guerra, nato un paio di settimane prima che a Roma gli americani bombardassero il quartiere di San Lorenzo. Ci furono grande strizza e drammi veri tra i romani. Poi arrivò l’8 settembre e l’Italia sprofondò nel disorientamento. Mio padre, che era sempre stato contrario alla guerra, sperò che l’incubo fosse finito. La verità è che era appena cominciato. Aveva quattro figli e una moglie: trovare cibo era difficilissimo”

Il padre di Gianni Bozzacchi era anche lui fotografo, presso l’Istituto della patologia della foto e trasmise il mestiere che amava a Gianni e a uno dei suoi fratelli.

Gianni, con la passione del padre come bagaglio, seppe quasi subito che la fotografia sarebbe stata la sua strada.

“Avevo quattordici o quindici anni. Era la fine degli anni Cinquanta, con un amico andammo a via Veneto. Portai con me la macchinetta di mio padre. Cominciammo a passeggiare. A un tratto, da un caffè, uscirono Edmund Pardon e Anna Magnani. Li vidi darsi furtivamente un bacio e scattai la mia prima foto. Peccato che non venne niente. Niente, intendo, di significativo.”

Bozzacchi entrò quindi nel mondo del cinema, con l’obiettivo di conoscerlo, amarlo e immortalarlo. Una volta dentro, piano piano entrò nelle grazie della famosa diva che lo rese famoso.

“L’agenzia per cui lavoravo doveva mandare qualcuno per fare un servizio in Africa, sul set di un film con Liz Taylor e Richard Burton. Era una rogna. Priva tra l’altro di interesse perché non si trattava di fare il fotografo, ma il fattorino. Nessuno perciò volle andare”
“L’unica persona con cui riuscii a scambiare due parole, perché di origine corsa e sapeva un po’ di italiano, era Claudye, la parrucchiera della Taylor. Allora non sapevo che sarebbe diventata mia moglie. Quando ci sposammo, nel 1968, testimoni di nozze furono Liz e Richard”

Sul set Bozzacchi scattò alcune foto alla Taylor che le piacquero molto. Andando avanti per Burton e la Taylor Gianni Bozzacchi divenne “uno di famiglia” e quasi automaticamente, improvvisamente celebre.

“Ho fotografato le più grandi star in circolazione: Audrey Hepburn, Marlon Brando, Grace Kelly, quando era già principessa, Warren Beatty, Al Pacino, Brigitte Bardot, Mia Farrow, Steve McQueen. Non foto rubate; ma loro a chiedere che fossi io a fargliele. Ho fotografato Coco Chanel che voleva sposarmi e Pablo Picasso che era troppo concentrato su di sé per capire cosa stavo facendo”
“Sono stato frainteso, invidiato, amato. Non mi ritengo un artista. In fondo la sola arte che conosco è proprio quella della vita”.
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