I miei interessi stories: Martina Caironi

Superare se stessi.

“Quello che appartiene a tutti noi è l’imprevedibilità della vita. Può sempre succedere qualcosa che non ci aspettavamo, che non avevamo previsto”

Martina Caironi. A 18 anni l’incidente. A 26 in Qatar, ai mondiali di Doha, il record che la rende la donna più veloce al mondo con una protesi. In mezzo c’è tutto.

“A 18 anni devi esplodere non puoi stare a piangere sul divano. Quello che potevo fare era ricominciare a vivere. Non avevo più mezza gamba ma avevo tutto il resto”

Scattare per lasciarsi dietro le avversità, i brutti ricordi. Senza decidere di superare i limiti, ma di vedere questi limiti come opportunità. Trainata dalla forza di un obiettivo che ti spinge, per farti sentire, di nuovo e per sempre, te stessa.

“Quello che è arrivato dopo un paio di anni dal mio incidente e che mi ha permesso di risalire è stato il ritorno della mia passione: lo sport.”
“Un disabile è prima di tutto una persona. Con sentimenti, passioni, desideri. Ogni mattina si sveglia e deve far fronte a un problema, vederlo, accettarlo, superarlo”

Martina Caironi oggi si allena insieme agli atleti che hanno le gambe e questa è la spinta che l’ha portata a segnare il record mondiale nei 100 metri. Partirà alla volta di Rio, carica di aspettative, pronta a realizzare un sogno con passione e consapevolezza.

“Guardate in basso, avete le gambe? La testa c’è? Quindi cosa aspettate, andare a correre”

Nel 2017 uscirà “Aria sul viso”, un documentario sulla vita di Martina che racconterà l’avventura che per quest’atleta coraggiosa deve ancora iniziare: Rio 2016 e la strada percorsa per arrivarci.

“Ogni mese io e Simone ci vediamo per “filmare” la mia vita, anche se non è facile entrare nella privacy di qualcuno con le telecamere”

Un team di atleti incredibili approderà nella capitale brasiliana a settembre, saranno in competizione gli uni con gli altri, ma soprattutto gareggeranno per superare se stessi.

Martina Caironi si è rialzata facendo si che il suo interesse prendesse il posto della gamba che non aveva più, riuscendo a camminare di nuovo e poi a correre come mai prima. Una protesi forte e solida che l’ha portata ad essere un esempio di coraggio e di determinazione.

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