I miei interessi Stories: Olivier Rousting

L’esercito di Balmain

“Penso che la moda aiuti a sentirsi unici e speciali. Per me è stato così, io sono stato adottato, provengo da un orfanotrofio, non ho mai conosciuto i miei genitori biologici, la moda mi ha aiutato a costruire la mia identità, a sentirmi più forte e più in sintonia con me stesso, mi ha aiutato a crescere.”

Il francese Olivier Rousteing, direttore creativo di Balmain, sembra meritarsi tutta la fama di cui sta godendo nel mondo della moda.

“I sogni possono essere realtà. Me lo ripeto quando la fatica arriva. Non voglio la luna, solo andarci. Se ci è andato Armstrong, posso farlo anche io.”

A soli 30 anni, Olivier ha fatto la sua gavetta in alcune tra le più importanti case di moda del mondo, per arrivare fino a Balmain. Nonostante la sua giovanissima età (almeno per il fashion business), è considerato uno dei designer più promettenti e influenti del panorama della moda.

La sua carriera inizia con il diploma in fashion design presso l’École Supérieure des Arts et Techniques de la Mode di Parigi, dopo aver abbandonato al primo anno, gli studi di legge.

“Combattere tutti i giorni per chi vogliamo essere, combattere tutti i giorni per chi vogliamo diventare”

Conclusa l’esperienza da Cavalli, Rousteing inizia a lavorare nello studio del controverso progettista Christophe Decarnin, prima come manager, poi, con l’addio del fondatore, come direttore creativo. Nel 2011, a soli 24 anni, inizia a guidare l’ufficio stile della maison Balmain, che farà crescere grazie ai grandissimi successi e agli ottimi risultati di vendita.

“Non voglio far la vittima, ma ho dormito anche io in stanze senza riscaldamento mentre i topi correvano vicino. Ho vissuto con pochissimi soldi perché i miei genitori (adottivi, ndr) non mi hanno finanziato quando sono andato via di casa per la moda. Ma nulla mi ha impedito di essere felice.”

Sincero, autentico e senza tabù. Così si definisce Olivier. L’esercito Balmain, a questo si è ispirata la sua ultima passerella durante l’ultima fashion week parigina: l’idea di una donna guerriera, raccontata attraverso la cura per i dettagli e i colori terrigni.

Con le sue creazione Olivier ha voluto rappresentare una donna forte che combatte per la sua identità, potente, di classe ed estremamente femminile.

“Peter Dundas mi ha fatto capire quanto la sensualità fosse importante e che non ci sono limiti al fare o al meglio, Eric Wright la precisione della sartorialità e dai Cavalli una certa opulenza.”

Quello che questo giovane stilista ha voluto rappresentare attraverso le sue creazioni è anche la battaglia nel mondo della moda che ha condotto e vinto: una battaglia per andare controcorrente, sovvertendo le regole, creando una rivoluzione attraverso la proposta di una nuova identità.

“Penso che la moda aiuti a sentirsi unici e speciali. Per me è stato così, io sono stato adottato, provengo da un orfanotrofio, non ho mai conosciuto i miei genitori biologici, la moda mi ha aiutato a costruire la mia identità, a sentirmi più forte e più in sintonia con me stesso, mi ha aiutato a crescere.”

Olivier Rousting ha certamente dato prova di grandi capacità creative e di business. Credendo in se stesso e nel suo interesse è riuscito a rivoluzionare le linee e l’approccio della storica maison Balmain che oggi ha soli 30 dirige e ama.

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