Industria 4.0: la nuova era e come affrontarla al meglio

La quarta rivoluzione industriale è cominciata, anche in Italia.

Conto Facto
Dec 8, 2017 · 3 min read

La quarta rivoluzione industriale è cominciata, anche in Italia. L’espressione Industrie 4.0 è stata usata per la prima volta alla Fiera di Hannover nel 2011 in Germania e riassume quel processo che porterà ad una produzione industriale del tutto automatizzata e interconnessa.

Le nuove tecnologie digitali avranno un impatto profondo nell’ambito di quattro direttrici di sviluppo: la prima riguarda l’utilizzo dei dati, big data, open data, Internet of Things, machine-to-machine e cloud computing per la centralizzazione delle informazioni e la loro conservazione.

La seconda è quella degli analytics: una volta raccolti i dati, bisogna ricavarne valore.

Oggi solo l’1% dei dati raccolti viene utilizzato e sfruttato dalle imprese. La terza direttrice di sviluppo è l’interazione tra uomo e macchina, che coinvolge le interfacce “touch”, sempre più diffuse, e la realtà aumentata. L’ultima riguarda tutto il settore che si occupa del passaggio dal digitale al “reale”: la manifattura additiva, la stampa 3D, la robotica, le comunicazioni, le interazioni machine-to-machine e le nuove tecnologie per immagazzinare e utilizzare l’energia in modo mirato, razionalizzando i costi e ottimizzando le prestazioni.

Finora le rivoluzioni industriali del mondo occidentale sono state tre: nel 1784 con la nascita della macchina a vapore, nel 1870 con il via alla produzione di massa e nel 1970 con la nascita dell’informatica.

La data d’inizio della quarta rivoluzione industriale non è ancora stabilita, probabilmente perché è tuttora in corso e solo a posteriori sarà possibile indicarne l’atto fondante.

Come cambierà il lavoro? Quali nuove professionalità saranno necessarie e quali invece presto potrebbero scomparire? Sono molti coloro che, dati alla mano, stanno cercando di dare risposte esaurienti alle tipiche domande che la società si pone durante questo periodo di cambiamento.

La “The Future of the Jobs” presentata al World Economic Forum spiega che nei prossimi anni, fattori tecnologici e demografici influenzeranno profondamente l’evoluzione del lavoro: alcuni, come la tecnologia del cloud e la flessibilizzazione del lavoro, stanno influenzando le dinamiche già adesso e lo faranno ancora di più nei prossimi 2–3 anni.

La previsione è l’italia ne uscirà in pareggio: 200mila posti creati e altrettanti persi, meglio di altri Paesi come Francia e Germania.

Il 21 settembre 2016 è stato presentato l’atteso piano del governo per l’Industria 4.0 contenuto all’interno della legge di Bilancio 2017, approvata definitivamente dal Senato il 7 dicembre 2016. Il piano punta a mobilitare nel 2017 investimenti privati aggiuntivi per 10 miliardi, 11,3 miliardi di spesa privata in ricerca, sviluppo e innovazione con focus sulle tecnologie dell’Industria 4.0, più 2,6 miliardi di euro per gli investimenti privati early stage.

Il provvedimento propone un mix di incentivi fiscali, sostegno al venture capital, diffusione della banda ultralarga, formazione dalle scuole all’università con lo scopo ultimo di favorire e incentivare le imprese ad adeguarsi e aderire pienamente alla quarta rivoluzione industriale.

Il 21 settembre 2017 è stata presentata la fase due del Piano nazionale, il programma cambia nome: non più solo Industria 4.0, ma Impresa 4.0. Questo significa che il governo guarda anche ai servizi, un settore che ha un elevato potenziale di digitalizzazione.

La quarta rivoluzione industriale, ad oggi in corso, viene affrontata in modo diverso dai diversi stati, anche se gli obiettivi sono gli stessi per tutti: incentivare una nuova fase della digitalizzazione nelle industrie che dovrebbe portare a un aumento della produttività e a una riduzione dei costi.

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