Lo studio durato 75 anni che spiega il segreto della felicità

“Cosa ci mantiene in salute e felici lungo il corso della vita? Se adesso dovessi investire sul te stesso del futuro dove impiegheresti il tuo tempo e le tue energie?”

Nel 1938 all’Università di Harvard un gruppo di ricercatori iniziarono uno studio mirato a capire cosa fosse a rendere davvero felice e appagato una persona durante la sua vita.

Oggi nel 2017 possiamo dire che questo studio di Harvard sullo sviluppo adulto potrebbe essere il più lungo mai effettuato.

Studi come questi sono estremamente rari. Quasi tutti i progetti di questo tipo decadono nel corso di un decennio perché molte persone abbandonano o perché finiscono i finanziamenti, a volte ricercatori vengono distratti, o muoiono, e nessuno va avanti.

“Per 75 anni abbiamo seguito le vite di 274 uomini, anno dopo anno, chiedendo loro del lavoro, del loro quotidiano, della loro salute, lungo il percorso delle loro vite, senza sapere come le loro storie si sarebbero evolute.”

Un importante studio sulla generazione Y ha chiesto loro quali fossero i più importanti obiettivi nella vita e oltre l’80’% ha risposto che l’obiettivo più importante era diventare ricco. Un altro 50% ha risposto che avrebbe voluto essere famoso.

“Ci viene detto costantemente di impegnarci nel lavoro, di dare il meglio, per ottenere sempre di più. Abbiamo l’impressione che siano queste le cose di cui preoccuparci per avere una bella vita.”
“La maggior parte delle cose che sappiamo sulle vite umane le sappiamo chiedendo alle persone di ricordare il passato e come sappiamo, un giudizio retrospettivo è tutto fuor che obiettivo. Dimentichiamo una grande quantità di fatti che ci accadono nella vita e qualche volta la memoria è davvero creativa. Ma se avessimo l’opportunità di osservare intere vite mentre vengono vissute, se potessimo studiare le persone dall’adolescenza fino all’età matura, per vedere cosa realmente le mantiene felici e in salute? Noi l’abbiamo fatto.”

Per questo studio furono scelti due gruppi di ragazzi: del primo facevano parte alcune matricole di Harvard; il secondo gruppo invece era rappresentato da alcuni ragazzi delle periferie di Boston, volutamente scelti perché provenienti da famiglie svantaggiate e spesso problematiche.

Tutti i partecipanti allo studio hanno fatto un colloquio, sono state visitate le loro case, intervistati i loro genitori. Crescendo, i ragazzi, hanno poi intrapreso diversi percorsi, alcuni sono diventati operai, altri medici, altri ancora muratori o avvocati. Alcuni hanno risalito la piramide sociale, altri l’hanno percorsa al contrario.

Ciò che è stato scoperto e scritto nelle migliaia di pagine che spiegano i risultati di questo lungo studio non riguardano la ricchezza, né la fama, né parlano di dove si arriva lavorando sempre più sodo. Ciò che è stato accertato è che le buone relazioni mantengono gli uomini più felici e più sani.

“Una delle cose che abbiamo imparato è che le connessioni sociali ci fanno molto bene, e che la solitudine uccide. Risulta che le persone socialmente più connesse alla famiglia, agli amici, alla comunità, sono più felici, più sane fisicamente e vivono più a lungo delle persone che sono meno connesse. L’esperienza della solitudine risulta essere tossica.”

Oltre allo stato d’animo anche la salute peggiora prima della mezza età, anche la mente inizia a cedere prima e le persone sole vivono vite più brevi. Lo studio ha anche evidenziato quanto la qualità delle relazioni in questione sia fondamentale e quanto questo risultato si riferisca a questo tipo di rapporti interpersonali.

“Abbiamo cercato di predire chi tra tutti gli intervistati sarebbe diventato un ottantenne felice e in salute e chi invece no. Le persone più soddisfatte delle loro relazioni a 50 anni, erano le più in salute a 80 anni.”
“Le buone relazioni sono positive per la salute e per il benessere, è saggezza vecchia come il mondo. Perché è così difficile da ottenere e così facile da ignorare? Siamo umani, ci piace la soluzione rapida, che renda felice la nostra vita e la mantenga così. Le relazioni sono caotiche, complicate, il duro lavoro di prendersi cura della famiglia e degli amici, non è sexi, non è glamour, dura tutta la vita e non finisce mai.”

Le buone relazioni sembrano proteggerci dagli attacchi della vecchiaia, e non proteggono solo il corpo ma anche la mente, il cervello.

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