Sono i momenti più difficili della vita a dirci chi siamo davvero

Quando sono debole, allora sono forte.

“Da studente delle avversità, mi ha sempre colpito vedere come alcune persone poste di fronte a sfide eccezionali, sembrano trarne forza, e dalla saggezza popolare ho sentito dire che questo ha a che fare con la ricerca di un senso. A lungo, ho pensato che il senso fosse lì, in ogni grande verità, in attesa di essere trovato.”

Parola di Andrew Salomon, scrittore che ha trascorso la sua carriera raccontando storie sulle difficoltà, sue e di altri, per dimostrare che sono i momenti più difficili della vita a dirci davvero chi siamo.

Molto spesso l’uomo è alla ricerca di un senso, di una verità, ma sarebbe più giusto parlare di forgiare un senso, forgiare un senso partendo dalle difficoltà.

Un senso in cose che non sono facili da capire, da accettare, un senso che riesca a lanciare le basi per una nuova identità: le persone che diventiamo dopo un’esperienza dolorosa. Il modo in cui queste esperienze, inevitabilmente, cambiano le persone. Per fare questo è necessario “lasciare che i traumi diventino una parte integrante di noi stessi- spiega Salomon- è possibile trasformare i peggiori eventi della nostra vita in una storia di trionfo, dando espressione a un miglior concetto di sé in risposta alle cose che fanno male”

“L’imbarazzo ci impedisce di raccontare le nostre storie, e le storie costituiscono la base dell’identità. Forgiare un senso, costruirsi un’identità. Questo è diventato il mio mantra. Forgiare un senso consiste nel cambiare sé stessi. Costruirsi un’identità consiste nel cambiare il mondo”

Molte persone reprimono loro stesse per avere un posto all’interno della società. Per livellarsi ai canoni di ciò che è ben accetto, per tutelarsi nei confronti di coloro che non capiscono, spregiano o condanno, la diversità, che può derivare anche dall’aver avuto esperienze che hanno segnato le nostre vite.

La verità è che le cose facili ci insegnano meno di quelle difficili.

“Potremmo essere noi stessi senza le nostre gioie, ma non senza le disavventure che guidano la nostra ricerca di un senso”

L’oppressione fa nascere la forza di opporvisi: le politiche dell’identità dovrebbero ampliare la nostra idea di ciò che significa essere umani. L’identità in sé non dovrebbe essere un’etichetta arrogante o una medaglia d’oro, ma una rivoluzione.

Sarà tanto difficile quando costruttivo cercare i semi per la vera gioia nei ricordi più dolorosi, ci sarà sempre qualcuno pronto a tentare di confiscare la dignità altrui, ma ci saranno anche storie pronte a restituirla.

“Se viviamo pienamente, possiamo sconfiggere l’odio e arricchire la vita degli altri.
Forgiare un senso. Costruire un’identità. E poi invitare il mondo a condividere la nostra gioia.”
Show your support

Clapping shows how much you appreciated Conto Facto’s story.