Ti senti irrealizzato? Buon segno.

Uno studio dell’Università di Stanford spiega perché è una buona cosa

Sei un combattente che si sente irrealizzato?

Il tipo di persona che pur avendo alcuni eventi successi nella vita, come una carriera solida, sicurezza economica e il rispetto degli altri, proprio non si sente mai abbastanza?

Sempre un po’ preoccupato di poter fare di più?

Secondo uno studio condotto da un gruppo di ricercatori dell’ Università di Stanford, tutta questa ambizione potrebbe avere il suo lato positivo.

Sentirsi costantemente un po’ irrealizzati, dimostra che esiste il desiderio e l’opportunità di realizzare cose ancor più grandi di quelle fatte fino ad ora.

Perché sentirsi irrealizzati non è sempre una cosa negativa

Per questa ricerca, della Stanford marketing, il professor Szu- chi Huang e i suoi colleghi, hanno chiesto a 136 partecipanti di giocare per soldi ad un gioco che chiedeva loro di memorizzare e riconoscere una lista di colori.

I ricercatori sono riusciti non solo a studiare la performance dei partecipanti ma anche quanto gli stessi trovassero difficile la competizione nei suoi diversi step.

I ricercatori hanno notato che l’autocompiacimento, la sensazione dell’avere successo, è stato negativo per coloro che erano già avanti nel gioco.

Se ti senti già arrivato hai molta più probabilità di subire una mancanza di motivazione, di spinta, facendo diminuire le possibilità di vittoria alla fine della tua corsa o in questo caso del tuo gioco.

“Coloro che si sentono di guidare il gioco sottovalutano l’impegno che hanno bisogno di investire e quindi si rilassano prematuramente”

Per dirla senza mezzi termini: l’insoddisfazione di certo non è una sensazione piacevole ma manterrà i giocatori affamati e sarà un’ottima guida per il successo.

Come rimanere affamati senza però andare incontro alla follia

“stay Hungry stay Foolish” diceva Steve Jobs nel 2005

Creativi, folli ma non severi. A fronte di quanto detto fino ad ora bisogna aggiungere che concentrarsi troppo sui difetti e confrontarsi con gli altri con severità, non è il giusto modo di vivere.

Quindi qual è la strada giusta e più costruttiva, per rimanere attivi senza però minare la serenità?

La soluzione secondo la ricerca condotta Stanford è quella di non valutare se stessi in base agli altri (così facendo è molto facile che la motivazione che ci spinge possa venir meno).

La soluzione è concentrarci sui nostri standard personali, domandandoci continuamente se l’impegno e la dedizione che usiamo per realizzarci è costante ed è la stessa usata in partenza.

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