Delrio: Il futuro dell’Italia è nel mondo, e la speranza è nel Partito Democratico

Graziano Delrio sale sul palco del Lingotto e debutta con un invito a considerare i motivi per i quali ci troviamo oggi insieme a parlare di futuro e speranza:

“Siamo qui perché siamo tanti uomini e donne che vogliono portare il riformismo dalle parole ai fatti”.

E’ questa la cosa più importante tra le tante messe in atto negli anni di governo Renzi, il tentativo costante di trasformare ideali e proposte da sempre condivise all’interno del partito in fatti, leggi, concretezza.

Il punto di partenza non è più l’Italia, ma il mondo, l’Europa: il riferimento è al discorso di apertura di Matteo Renzi che aveva parlato proprio della necessità di puntare su un nuovo tipo di Europa come risorsa e non più come problema.

Delrio infatti spiega che il mondo è interconnesso, per vivere bene dobbiamo partire dalle stesse condizioni:

“Ci vuole una visione che sta sul mondo e sull’Europa. Tutto quello che ci succede nelle nostre case e nelle nostre comunità è anche interdipendente con le altre comunità. Se l’Africa non guarisce l’Europa non potrà mai stare bene, teniamolo sempre presente”.

Delrio continua spiegando che secondo lui, se oggi siamo qui, è perché siamo alla ricerca di prossimità con gli altri, e Il lingotto è il luogo della prossimità, un luogo che rappresenta il tentativo di elaborare insieme idee per il futuro. Un posto in cui si può discutere su come disegnare i prossimi anni del nostro paese nella speranza di agire e trasformare in meglio la società, perché noi siamo la sinistra riformista e questo è quello che facciamo.

Ed è questa la vera innovazione del Partito Democratico, questo è il progetto che avevamo in mente quando l’abbiamo creato, decidere insieme come trasformare in riforme quelle che per anni erano stati sogni. Matteo Renzi secondo Delrio ha questa grande capacità, è stato in grado di lavorare su questa trasformazione, di spingere perché idee e sogni diventassero realtà.

Concludendo, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti ricorda alla comunità del Lingotto:

“Ognuno di voi oggi tornando a casa potrà dire non di essere stato convocato da Matteo Renzi, ma di aver convocato Matteo Renzi. Per chiedergli di continuare a rappresentare insieme il nostro popolo. Il nostro popolo non ha paura della leadership, i napoletani non avevano paura che Maradona entrasse in campo con la palla, loro volevano vincere tutti insieme”.

Questa è la speranza di chi oggi è qui, lavorare su un progetto unitario per un futuro riformista e per questo il Lingotto è così importante, perché da qui si riparte, uniti!