L’unità che vince le divisioni

Matteo Ricci è il sindaco di Pesaro, ha 43 anni, ex Pds, appartiene a quella generazione di amministratori quarantenni che sono scesi in campo sulla scia del fenomeno Renzi. É responsabile Enti locali del PD e non ci sta ad arrendersi alle polemiche, che da troppi giorni ormai tengono in fibrillazione il Partito di Sant’Andrea delle Fratte.
Forte della sua esperienza di rappresentante diretto dei cittadini, chiama a raccolta tutti quelli che, come lui, in quel progetto ci hanno creduto e ci credono ancora: un Partito che sappia essere sintesi nelle differenziazioni, spazio di confronto aperto e libero e canalizzatore di idee per tutto il Centrosinistra. Insomma, la casa di tutti quelli che si riconoscono nei valori dell’Ulivo e della Democrazia. 
Un appello che non casualmente si rivolge a coloro che giorno per giorno si confrontano direttamente con i cittadini e con le loro esigenze, ne raccolgono gli umori e ne comprendono le difficoltà.
Presidenti di regione, consiglieri, soprattutto sindaci, come lui quarantenni, sono già molti quelli che hanno deciso di condividere questo appello, affinchè possa servire a superare le divisione, arginare polemiche sterili ed evitare scissioni, ispirate più nel nome degli “accordi di palazzo” che in virtù di un ascolto degli iscritti, del popolo del centrosinistra. Coloro, insomma, che davvero dovrebbero dare l’indirizzo a dei dirigenti nazionali, che invece sembrano preferire metodi da Prima Repubblica. 
“La bellezza del Partito Democratico — scrivono i promotori — è l’essere contaminazione tra storie e culture differenti del riformismo italiano. Una sintesi vera, che ha esaltato la straordinaria ricchezza delle diversità senza alcuna rinuncia, avendo come obiettivo comune la costruzione del futuro”.
D’altronde il PD si candida a guidare un paese moderno, sempre più diversificato e in cui le differenziazioni economiche, sociali, culturali, sono sempre più sentite. La capacità di sapere essere sintesi è la caratteristica necessaria per costruire comunità, ponti e non barriere, marcando il distacco con i populismi, i trumpismi e con le destre. Il nostro impegno, come ha sottolineato anche il segretario Matteo Renzi nel suo intervento in direzione nazionale, è quello di essere società aperte e non chiuse.
Ecco allora la necessità di un congresso, contro le scissioni, affinche si ritorni a confrontarsi e ad ascoltare quel popolo che ancora vuole e deve dire la sua.