IN BICI (E A PIEDI) LUNGO LO SPLENDORE DELLA PARENZANA

foto di Jacob Riglin — Beautiful Destination www.slovenia.info

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Concedersi un tuffetto in mare dopo una pedalata di un paio d’ore è un lusso che ci si può permettere solo d’estate. Soprattutto se si sta facendo un bel viaggio in bicicletta alla scoperta di posti nuovi, e si ha voglia di togliersi di dosso un po’ di sudore. Un posto fantastico per i patiti della bici è l’Istria slovena, rinomata per i suoi paesaggi di macchia mediterranea e cittadine di mare ricche di storia. Insomma, una Mitteleuropa dal fascino adriatico. Per unire sport e mare Hiking & Biking Slovenia propone di seguire la Parenzana, un percorso lungo 120 chilometri che unisce l’Italia e la Croazia (giungendo appunto a Parenzo), passando per la Slovenia. Percorrere l’intero tragitto, va da sé, non è obbligatorio (io per esempio mi spavento solo a pensarci), ma per chi ha voglia di scoprire la natura più mediterranea della Slovenia, questa è davvero la strada da percorrere.

foto di Jaka Jeraša www.slovenia.info

Ecco cinque tappe davvero imperdibili. Per visitarle dovrete fare piccole deviazioni ma niente paura, sono di poco conto e potete trovare tutte le informazioni necessarie anche sul sito ufficiale della Parenzana, “la strada della salute e dell’amicizia”.

1. Capodistria (Koper)

Il poeta D’Annunzio la chiamava “adriatico fiore”. In effetti percorrere il lungomare in bici pedalando lentamente e guardandosi intorno (adocchiando il ristorantino dove mangiare un boccone, e annusando l’aria piacevolmente salata) è una bellezza. Capodistria è una località che fa contenti tutti: chi ama scoprire le città e la loro storia, e chi invece preferisce stare in mezzo alla natura. Oltre a essere il porto più importante della Slovenia, Capodistria ha un’anima antica, di quando era un’isola separata dalla terraferma, e faceva parte della Serenissima. Non per niente il centro storico della città è ricco di edifici in stile gotico-veneziano, come il Palazzo Pretorio di Piazza Tito, del XV secolo.

foto di Jošt Gantar www.slovenia.info

Dopo un bel bagno rinfrescante in spiaggia, un buon pranzo, e un giretto per le stradine del centro, si può tornare in sella e dirigersi alla Val Stagnon (Škocjanski zatok), una riserva naturale appena fuori dalla città. Qui ci si può immergere in un ambiente completamente naturale, tra piante, alberi e animali. Le visite in bicicletta sono limitate alla pista ciclabile, ma si può entrare nella riserva a piedi.

2. Isola (Izola)

Qui la parola d’ordine è tranquillità. Isola è una cittadina di circa 10mila abitanti, con una lunga tradizione peschereccia. Il porto, circondato da case colorate e pieno di barche e barchette di ogni genere, è un gioiello da visitare a tutte le ore del giorno. Su di esso si affaccia la piazza principale della città, con edifici pubblici venerandi. Visitare il centro storico di Isola significa addentrarsi in un dedalo di stradine e vicoli, che sono rimasti praticamente gli stessi sin dal Medioevo, quando furono costruite le mura difensive della città (si pensa verso la fine del XIV secolo).

foto di Jacob Riglin — Beautiful Destination www.slovenia.info

Avventurarsi in questa zona significa camminare in mezzo a tantissimo verde: alberi, cespugli di erbe aromatiche, roseti, aiuole, mura abbellite da rampicanti, terrazzi ricolmi di piante e fiori… il tutto sotto l’azzurro intenso del cielo, e con il profumo di mare sempre presente. Sul lungomare abbondano le scalette e i punti dove fare il bagno: Punta Galla, ad esempio, è la spiaggia cittadina, attrezzata con docce e giochi per i più piccoli. Se invece si preferisce un posto lontano dalla “pazza folla” ci si può dirigere lungo la costa verso Strugnano, fino a raggiungere la baia Bele skale, a circa quattro chilometri e mezzo dal centro di Izola. Il posto è molto bello, l’acqua è limpida grazie al fondale di sassolini bianchi, e le scogliere che sovrastano la spiaggia sono affascinanti. Unica avvertenza: potreste trovare qualche bagnante nudista ;-)

3. Pirano (Piran)

C’è chi dice che sulla punta di Pirano ci sia un faro sin dai tempi degli antichi greci, e che la città prenda il nome proprio dalla parola pyr, che in greco antico significa fuoco. Oggi, grazie alla sua posizione e al patrimonio architettonico, questa è una meta imperdibile della Slovenia. Seguendo il tragitto della Parenzana si possono conoscere i suoi dintorni, tra meravigliose colline, ulivi e vigneti, riempendosi i polmoni dell’atmosfera mediterranea e rilassata di questa parte del paese. Accompagnati dalla colonna sonora delle cicale, potrete regalarvi qualche sosta per ammirare il paesaggio, e se siete fortunati potreste anche vedere un cavallo al pascolo!

foto di Barbara Kožar www.slovenia.info

Per visitare Pirano bisogna deviare dalla Parenzana per spingersi verso la costa. Una volta raggiunto il centro storico vale la pena di proseguire a piedi, e salire sulle mura, costruite nel XVI secolo. La vista lì è bellissima, ed evocativa. Dopodiché ci si può immergere nella cittadina e nel suo fascino senza tempo seguendo le stradine lastricate di epoca medievale, sino al Duomo di San Giorgio, patrono della città, che guarda Pirano dall’alto di un colle. Un must è cercare le famose sette porte piranesi, costruite fra il XIII e il XVI secolo; e poi scendere sull’ampia piazza Tartini, la più grande della città, affacciata sul mare e circondata da imponenti palazzi, come quello del Comune, del 1878, e la splendida casa gotica della metà del XV secolo chiamata La Veneziana. La gustosa cucina istriana qui è di casa, e dal 17 agosto al 14 settembre a Pirano si tiene il sedicesimo festival Tartini, con serate di concerti di musica classica ad animare gli angoli più belli della città.

4. Portorose (Portorož)

Sulla baia del golfo di Pirano sorge Portorose. Nata come stazione termale nel Medioevo, alla fine dell’Ottocento si era trasformata in una destinazione prediletta dall’aristocrazia dell’Impero austro-ungarico. E ancora oggi è uno dei centri termali e balneari più rinomati dell’Adriatico, con un bel lungomare da percorrere guardando il mare, e dal quale raggiungere in un attimo la spiaggia sabbiosa. Un posticino niente male per concedersi una sosta rilassante dopo una giornata in bici!

Foto di Klemen Kunaver www.slovenia.info

Ma Portorose non è ideale soltanto per chi vuole languire nell’acqua termale, o passare la giornata al mare. Si può partire a bordo di un aereo dall’aeroporto di Portorose per un volo panoramico sulla città; fare immersioni subacquee; salpare in barca a vela; assaggiare le specialità a base di pesce della cucina istriana negli ottimi ristoranti della città.

5. Le grotte di San Canziano (Škocjanske Jame)

Infine, non c’è niente di meglio che raggiungere uno dei luoghi più belli e suggestivi d’Europa in bici. Le grotte di San Canziano sono il risultato di millenni di passaggio delle acque del fiume Reka tra le rocce sottoterra, e sono patrimonio dell’Unesco da oltre trent’anni. Qui vissero anche dei nostri antenati: gli archeologi hanno rinvenuto resti di necropoli costruite circa 3mila anni fa. Il percorso di visita interno si snoda per circa un chilometro e mezzo, fra enormi stalattiti, stalagmiti e colonne di pietra, camminamenti e ponti naturali sopra al fiume che scorre ancora decine di metri più in basso. La Grande voragine, la Caverna preistorica e il Gigante (una stalagmite alta 15 metri), sono spettacoli indimenticabili.

foto di Alan Kosmač, Sidarta d.o.o. www.slovenia.info

Raggiungere le grotte è facilissimo. Ad esempio, potete prendere il treno a Capodistria e scendere a Divača, dove in stazione si trovano subito le indicazioni per il sentiero (di circa 3 chilometri) che conduce lì. L’entrata alle Škocjanske Jame si trova all’interno di un parco regionale protetto che conserva numerosi esemplari di flora e fauna tipici delle zone carsiche. Ci sono diversi itinerari per visitare il parco e le grotte, alcuni guidati e altri no, ma tutte le informazioni sono disponibili in loco. Da giugno a settembre le visite sono possibili dalle 10:00 alle 17:00. Un paio di piccole avvertenze ci vogliono: se siete sensibili alle altezze forse è meglio limitarsi al parco esterno, e ricordate di portare qualche indumento pesante… nelle grotte la temperatura scende fino a 12°!

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