Ciao Ax, grazie di tutto.

Ho cominciato ad ascoltarti la prima volta a 11–12 anni. A quei tempi, come dicevi sempre tu nelle tue canzoni, chi portava il cappellino e i pantaloni larghi era considerato uno sfigato. Io divoravo i dischi degli Articolo 31 perché mi servivano. Perché simboleggiavano la rivincita di chi dalla periferia di Cologno arrivava a Milano Centro. Non c’era ancora l’adsl e la musica si comprava e si guardava su MTV.

Io aspettavo con ansia, incollato alla tv, i video di “Domani Smetto”, “Spirale Ovale”, “Non è un film”. Poi è arrivato Italiano Medio che ha consacrato quella svolta nello stile musicale che comunque a noi fan piaceva perchè, innegabile, tu con i testi ci sai proprio fare e Jad con i piatti…beh di un altro livello. Nel frattempo acquistavo e consumavo tutta la tua discografia degli Articolo: Strade di Città, Messa di Vespiri, Così Com’è, Nessuno, Xchè SI!, Greatest Hits, persino il disco con il live della Riconquista del Forum.

Poi, di colpo, mi ritrovai senza più gli Articolo. “J-Ax decide di intraprendere la carriera solita” leggevo. Ho sempre difeso questa scelta comprendendo che spesso sono necessari nuovi stimoli e forse anche perchè quel gruppo aveva fatto cose talmente grandiose che se volevi ricominciare da zero era giusto farlo da solo, senza il brand. Io e molti altri grandi fan da sempre abbiamo sostenuto la tua scommessa quando ne avevi più bisogno.

Sono andato a vederti a Palazzolo Acreide nel 2007 quando cantavi Di Sana Pianta alla festa patronale del paese. Col tempo ti sei creato una nuova carriera musicale partendo da zero e affinando lo stile. Il Rap N Roll, così lo chiamavi, a me piaceva da matti. Ho comprato (e adorato) Rap N Roll e Deca Dance.

Ho gioito quando vedevo che le radio e le tv si interessavano alla tua musica e quando anche grandi artisti come Pino Daniele o i Kasabian duettavano con te. Per me era un po’ un orgoglio perchè avevo visto nascere quella carriera da solita e l’avevo sempre supportata. Non è solo comprare i dischi e andare ai concerti, era crescere con le tue canzoni. Era far parte del Vaffanclub.

Era essere parte dei “Seguaci”, era cantarti che eri “Uno di noi”. Hai sempre saputo di non avere solo una fan base ma una vera e propria comunità, una setta (nel senso buono del termine). Quando poteva votare la gente, il premio era tuo, sempre. Eri un idolo, un grande esempio di riscatto e di talento immenso. Con te il rap è uscito davvero dalle periferie e, ovviamente, si è anche trasformato.

Quando i Dogo ti hanno ributatto nel mezzo del rap-game ero felicissimo e ammiravo quei pezzi con te, Marra e Gue sulla stessa traccia. Poi qualcosa si è rotto. Fedez è un ottimo artista, riconosco la sua bravura. Ha fatto le sue scelte legittime ma che io non condivido. Per te però è diverso. Tu avevi i seguaci, tu avevi noi sempre pronti a sostenerti, a votarti MTV Best Italian Act. A comprare a scatola chiusa tutti i tuoi dischi. A riempire tutti i palazzetti.

Ieri ho visto invece un video in cui c’eravate tu e Fedez per strada e in molti insultavano quest’ultimo per via di questa querelle con Marra e Gue. Ti ho visto reagire pesantemente agli insulti e ci sta, lo capisco. Però ho capito che qualcosa si è spezzato. Tra te e i vecchi fans l’idillio credo sia davvero finito. “Il Bello di esser brutti” non l’ho neanche ascoltato per intero e per te è il miglior disco della tua carriera. Nella vita si matura, si cambia. Si parla male del jet set e di Amici e poi si partecipa ai talent, va bene così. Però le parole nelle canzoni restano e a me, e penso anche a molti altri come me, vedere tutto ciò fa male.

Oggi, sinceramente, non so se esista ancora il vaffanclub e se i tuoi fans, per lo più adolescenti che degli articolo non sanno nulla, si fanno ancora chiamare “seguaci”. Sono piuttosto sicuro che quel rapporto che avevi con molti di noi non c’è più, i raduni in cui cantavi tra i ragazzi chitarra in mano in un baretto non ci sono più. Non vuol dire che la fan base di ora o la musica che produci ora sia peggiore di allora. Vuol dire solo che è diversa perchè le scelte sono state diverse. Io non critico perchè è la tua carriera, la tua vita, la tua musica. Tu decidi con chi fare dischi e chi produrre. Siano essi Fedez e Rovazzi o chissà chi altro.

Non potrei mai odiarti nè fare l’ “hater”. Perchè? Perchè ti devo tanto. Perchè ancora ascolto la tua musica vecchia e rivivo tante situazioni, belle e brutte. Non potrei mai pentirmi di averti sostenuto e di aver contribuito, nel mio piccolo, a farti raggiungere il successo che ti sei ampiamente meritato.

E’ un po’ come una persona che ami. Succede che con lei finisce ma sei comunque contento della sua felicità o del successo che ottiene anche senza di te. Per me è così, mi limito ad osservarti dall’esterno e non più da “seguace”.

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