Considerazioni sui congressi di circolo appena conclusi

Gli iscritti del PD hanno scelto nettamente il loro Segretario.

Matteo Renzi ha trionfato tra gli iscritti nella prima fase congressuale, quella che coinvolge i circoli di tutta Italia. Il risultato piuttosto eloquente nelle percentuali disegna una nuova geografia del Partito Democratico che merita una riflessione.

Renzi incassa la fiducia dei militanti del Partito nonostante le ultime pesanti sconfitte elettorali che l’hanno costretto a dimettersi da Premier prima e da Segretario poi e nonostante la scissione (per qualcuno solo una fuoriuscita) subita da una parte della sinistra Dem.

E’ un voto importante che va rispettato perché espressione della base del PD o almeno di quello che resta.

Il crollo degli iscritti unitamente a questa netta affermazione dell’ex Segretario ci restituisce un PD nuovo, forse un PDR (PD di Renzi) per qualcuno. Di sicuro un PD che politicamente ha subito una scissione solo recentemente ma nella pratica è stato testimone di una rottura già ben consolidata da tempo.

Una parte storica e importante della sinistra ha abbandonato la casa e con quella “Ditta” va via anche un bacino importante di voti, quelli che sarebbero determinanti probabilmente per vincere le prossime elezioni.

Gli iscritti invece, legittimamente, hanno chiesto di andare avanti per questa strada. Il PD sarà ancora un partito plurale fino a quando ci sarà una contendibilità di leadership e la possibilità di un congresso in cui maggioranza e minoranze interne potranno confrontarsi e, perché no, affrontarsi in modo sano e costruttivo.

Ma questa, come ricordato, è solo la prima fase. Adesso la palla passa all’Italia intera che potrà partecipare alle Primarie del 30 aprile scegliendo il prossimo segretario del PD tra Renzi, Orlando e Emiliano.

C’è da auspicare che sia una battaglia bella, interessante ma soprattutto sull’idea di Italia del futuro e sui temi.

Staremo a vedere se l’Italia fuori dal PD sarà in linea con l’Italia del PD.

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