Lancio dell’amo #3 — Settembre 2016

INCIPIT: “L’estate sta finendo e io bevo caffè bollente indossando una sciarpa di lana pesante”.

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L’estate sta finendo e io bevo caffè bollente indossando una sciarpa di lana pesante. Ma non era proprio così, mi confondo. Anche perché ok che l’estate sta finendo, passi per il caffè bollente, ma una sciarpa di lana e pure pesante mentre l’estate sta solo finendo, no. Credo che nemmeno in una canzone di Rino Gaetano ci possa stare. E’ che la mia mente mette insieme delle frasi prendendo pezzi qua e là. L’estate sta finendo, un anno se ne va, sto diventando grande, lo sai che non mi va. Era così. E quindi il caffè bollente? E la sciarpa pesante? Da dove le ho prese? Ammazzo il tempo bevendo caffè nero bollente, ecco, la cantava la mannoia. Poi sul caffè c’era quella di Drupi, Sereno è, già prepari il mio caffè, mentre lui faceva finta di dormire. Vedi che non è detto che chi dorme non pigli pesci: questo faceva addirittura finta di dormire ancora e lei, povera, già gli metteva su il caffè. La sciarpa però davvero non so da dove l’ho presa. Intanto mi è venuta voglia di un caffè, che in effetti l’estate sta finendo, ma di una sciarpa di lana no, che ci sono comunque 26 gradi in casa. Mentre mi faccio il caffè vado su Google, digito sciarpa di lana pesante e deve venire fuori una canzone da cui l’ho presa.

Oh, esiste l’acne da sciarpa! ti può venire sul collo. Lo scrive qui un esimio dermatologo. Poi c’è un tutorial che ti dice come indossare una sciarpa di lana. Non ci credo. Non voglio vederlo.

Chi poteva andare in giro con una sciarpa di lana pesante? Sally no, lei cammina per la strada, leggera, ormai è sera. Senti che fuori piove, senti che bel rumore. Forse è la donna di Anche per te di Battisti. Sicuramente lei è ancora notte e già prepara il suo caffè. E poi torna a casa sua perché per strada più nessuno ha freddo. Non c’è la sciarpa nemmeno lì. Magari era l’attrice di ieri, che i giardini a marzo son freddi. E lì lui come me giocava con la mente e i suoi tarli. Ma mi sa che la sciarpa non c’era, c’era il vestito coi fiori non ancora appassiti. Nulla, forse non ci sono canzoni con sciarpe di lana pesante. O magari mi verrà in mente. Perché suona proprio bene “bevo caffè bollente indossando una sciarpa di lana pesante”.

L’estate sta finendo e io bevo caffè bollente indossando una sciarpa di lana pesante. Non che faccia così freddo, eh, ma mi piace l’idea di portarmi avanti per l’inverno. E lo so, in mezzo manca ancora l’autunno, ma si sa che l’autunno è un attimo — pantaloni lunghi, calze, la prima giacca che la sera fa freschetto — e poi in un secondo è inverno. E io non l’ho mai capita questa cosa che l’autunno c’è ma non c’è, che inizia e sembra che resterà per chissà quanto e tutti a raccontarcela con la luce dell’autunno e i colori dell’autunno e l’energia dell’autunno e tutto che riparte in autunno e poi in un secondo hai già su il cappotto e ti chiedi dove cavolo è finito il meraviglioso autunno che aspettavi, cosa ci hai fatto, dove lo hai messo, perché tutti gli anni ti illude di restare e farti fare grandi cose tipo ricominciare la palestra e smettere di fumare e tornare a scrivere con regolarità e mangiare verdura e frutta di stagione ma poi finisce che sbatti le ciglia una volta, massimo due, ed è novembre e compri fragole a un prezzo disumano e fanno pure schifo e fa anche così freddo che pensi di adottare un pinguino che tanto si troverebbe perfettamente a suo agio nel tuo giardino. Che non hai, per la precisione. Il giardino. Ma anche il pinguino, cosa che però adesso che ci pensi è abbastanza normale. Ecco, intanto che è ancora estate bevo caffè bollente e sudo arrotolata dentro a una sciarpa di lana che oltretutto ha un colore che mi sta malissimo e che neanche mi piace ma è una sciarpa così vecchia che forse ce l’ho da sempre o forse lei mi ha da sempre, anzi dev’essere senz’altro così perché è lei che non mi lascia andare, io non decido niente, io resto qui a sudare con in mano una tazza di caffè ustionante e penso all’autunno che un giorno o l’altro — un anno o l’altro — mi piacerebbe tanto incontrare e chiedergli perché cavolo tutte le volte c’è e non c’è. Tutte le volte.

  • Racconto di Viviana Lobosco

L’estate sta finendo e io bevo caffè bollente indossando una sciarpa di lana pesante.

Mi tiro su la coperta mentre ci penso — ecco sì, ho sto piumino semisudante, e sti calzini? Parliamone! Nuvole di prurito.

È settembre! Siamo in estate, perdindirindina — io sono pronta all’era glaciale.

Cruda constatazione: sono in Inghilterra e non alle Maldive, il freddo è relativo, il clima è relativo, e poi ci sono io — che sono relative a me stessa un giorno si e un’ora no.

Si può avere coerenza nel sentire freddo?

Si può avere coerenza in una stagione che ci cambia intorno così velocemente?

Oggi ho freddo, ma forse ora ho freddo — questo clima crea perfetti duri cristalli di ghiaccio, li scioglie al sole in grasse promesse di prati rigogliosi, che diventano prima ancora di toccare suolo sono brine mattutine di notti poco riposate e molto investigate.

Mattine da caffè bollente appunto — tanto.

Doh — mia mamma sarà in costume oggi — ah no, era a un matrimonio e ieri mi parlava della pioggia, delle previsioni di mal tempo — questa cosa delle previsioni mi fa sempre sorridere — siamo davvero cosi onnipotenti da prevedere complessi fenomeni climatici e non piccoli eventi giornalieri o è piuttosto il caso che ci beffa e lusinga?

Chi si aspetterebbe che oggi piova quando ieri era il sole splendente?

Tocca crederci? Tocca ripararcisi? Tocca aspettare passi?

Mia mamma cercava scarpe chiuse — eh ma se poi fa caldo? Mi preparo i sandali, li porto in auto, così li tengo dietro con me…e quel che capita, capita…ha fatto una sintesi della vita, di come uno ci si dovrebbe incamminare, a piedi scalzi, portando ogni tipo di calzari, preparati a non essere preparati.

Fuori c’è il sole, eppure fa freddo.

Tocca tenere la sciarpa.

Questa lana al collo mi soffoca o mi avvolge? L’ho posata per il freddo o mi fa sentire che fuori è freddo?

Dovrò tenere la sciarpa fintanto che il sole diventi caldo, poi ci piazzo un foulard di quelli sottili, con le paglie dorate dentro, che scintilla alla luce, che poi alla luce è tutto più bello, che profumi di sogni, che profumi di vita, che profumi di un caffè.

Partirò dal caffè stamattina, non è il primo della lista, ma quando mai ho avuto una lista ordinata?

Qualcuno ha liste ordinate da seguire?

Le segue poi?