La copia di cortesia telematica

Milano — Napoli, quando gli opposti si attraggono nel Processo Telematico.

di Francesco Posati

Se Milano condanna ex art. 96, 3 cpc la “scortesia telematica” di un avvocato che ha omesso il deposito degli atti cartacei, Napoli ordina il deposito telematico dei documenti già presenti nel fascicolo d’ufficio cartaceo per la corretta formazione del fascicolo informatico

L’ordinanza a commento ha in sé dei tratti contrastanti la cui forma vanificherebbe il suo contenuto, pregevole di attenzione, se non letta nella giusta misura.

La forma

Il richiamo all’art. 88 cpc [principio di lealtà e probità] non trova alcuna legittimazione giuridica nel quadro del PCT. Anzi il deposito telematico degli atti esoprocessuali, fino alla Legge di Conversione 132/2015, era escluso da una “norma imperativa speciale” [art. 16 bis, commi 1–4 DL 179/2012]. Oggi è una facoltà [art. 16 bis, comma 1 bis, DL 179/2012]

Costituisce un atto grave il richiamo all’art. 88 cpc, per cui possa condannare la parte vittoriosa al risarcimento del danno.

La violazione di tale norma può integrare sia un motivo di impugnazione della sentenza sia un’ipotesi di responsabilità per danni nei confronti della parte o del difensore. La parte, infatti, può essere condannata, anche se non soccombe, al rimborso delle spese processuali che l’altra parte abbia dovuto sostenere a causa del comportamento illecito (si cfr. l’art.92)1
Alla luce di quanto emerso questo provvedimento
quanto differisce dalla condanna ex art. 96, 3 cpc di Milano?

Se la forma può essere soggetto a critiche, tuttavia la premessa ha tratti innovativi.

Il Contenuto

Il giudice ha evidenziato che la corretta formazione del fascicolo informatico è

  • Un preciso obbligo dell’amministrazione della giustizia [art. 9 e 14 del DM 44/2011]
  • Condizione imprescindibile del corretto svolgimento del processo e per il pieno esercizio dei diritti di difesa delle parti,

Un fascicolo “paperless” consente alle parti processuali l’accesso libero al fascicolo, la consultazione remota degli atti. Libera dalle incombenze legati invece a un fascicolo cartaceo sulla “consegna materiale” degli atti e documenti

Quali conclusioni trarre?

L’introduzione dei mezzi informatici tra gli operatori del diritto e negli Uffici Giudiziari è stato possibile per l’impostazione law driven del Legislatore; in assenza di un obbligo di legge o di una “coercizione giurisprudenziale”, come nel caso in commento, difficilmente avremmo assistito a una evoluzione in tal senso.

La forma perentoria del provvedimento in commento può fare storcere il naso a qualche purista, tuttavia appare ancora l’unica strada da seguire.

Molti passa avanti sono stati fatti dal 30 giugno 2014 e molti ancora si devono compiere perché si comprenda che la diffusione della digitalizzazione è un’opportunità per i singoli professionisti, che risparmiano tempo e risorse; è un’opportunità per l’economia dell’intero Sistema Paese.


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