I rovesci del clima proporzionale sull’assemblea del Pd

Il preambolo del Pastone numero 3

Tutto ciò che sta accadendo dal 4 dicembre 2016, vittoria dei «no» alla riforma costituzionale, a oggi, assemblea del Partito democratico con dimissioni di Matteo Renzi da segretario e avvio della stagione congressuale, è frutto del ritorno di un sistema elettorale, e dunque politico, tendenzialmente proporzionale. Gli effetti del proporzionale infatti si fanno già sentire tra scissioni e nuove forze politiche che sorgono come funghi nel sottobosco delle coalizioni del fu maggioritario. I primi rovesci del clima proporzionale si notano a sinistra.


Dalla vittoria di Renzi alle primarie del Pd in poi un’ala del partito non ha mai accettato la leadership dell’ex sindaco di Firenze poi premier. Alla base della frattura ci sono ragioni politiche (Renzi porta il Pd più al centro che a sinistra), personali (uno che è estraneo alla Ditta bersaniana può guidare la Ditta rottamando i precedenti «titolari»?), generazionali (Frattocchie, scuole di partito, contro boy scout cresciuti guardando tv private). Il sistema tendenzialmente maggioritario e la speranza di poter riconquistare la Ditta sconsigliavano progetti scissionisti fino a oggi. Adesso, all’inizio della settimana, Pierluigi Bersani dice che una scissione c’è già.

Questo è (solo) il preambolo del Pastone numero 3, resoconto settimanale dei fatti, dei protagonisti e dei retropensieri della fase politica a uso e consumo di amici e conoscenti. Ci si può iscrivere per ricevere la newsletter e si possono leggere i primi tre pastoni qui: https://tinyletter.com/danielebellasio.

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