Le app dello scrittore

Una schermata di soluzioni per autori su Mac

«Che cosa uso per cominciare a scrivere» è la domanda che molti di quelli che si accingono a preparare un libro, ma anche a seguire un progetto di authoring on line, si pongono.

Spesso la scelta è quasi forzata: va da sé che chi ha solo un martello per scrivere non potrà che trattare le pagine come chiodi. Così, chi ha un PC con Windows e anche molti di quelli che usano il Mac è facile che non conosca altro che il Programma Word contenuto in una qualsiasi versione dell’Office di Microsoft. Non che questo programma sia brutto, tutt’altro. Il fatto è che non è concepito per preparare un’attività organica di chi deve seguire un filo logico.

Altri virtuosi adottano i semplici editor di testo, come Blocco Note, ad esempio, ricorrendo ai tag di Markdown per impreziosirlo quel tanto che basta per non lasciarsi distrarre dal formato.

Ancora, ce ne sono che usano, oltre al sempre utile Quip, le soluzioni on line come StackEdit e soprattutto Gingkoapp.

Ci sono poi quelli che fanno gli sceneggiatori di lavoro che sono convinti che con Final Draft, StoryMill, Contour, SlugLine

Infine, ce ne sono molti che hanno i momenti creativi nei luoghi più disparati e allora si trovano a fare ricorso a tablet e cloud, senza sottovalutare lo scomodo ma sempre presente smartphone.

Ovviamente, si tratta di esigenze che frequentano maggiormente chi usa le piattaforme di Apple, non tanto per virtù della casa di Cupertino, quanto per la bravura degli sviluppatori che hanno da sempre lavorato per quei prodotti. A ben guardare, anche fra queste App ce ne sono che si trovano per entrambe le architetture: basta sapersi adattare.

Sta di fatto che nella tabella qui sotto ho elencato le App che sono disponibili per Macintosh e per iOS, perché quando non sono su una di queste piattaforme di certo non rinuncio a fare quello che posso, ma ricorro a soluzioni provvisorie come del testo su cloud scritto on line o con il primo programma di note che ho sotto mano. Uno per tutti, consiglio vivamente Evernote (o piuttosto Google Keep). Qualcosa di vagamente simile l’ha realizzato anche Microsoft e, nel caso si disponga solo di Windows e non ci si sentisse soddisfatti delle soluzioni proposte, lavorandoci un po’ e al prezzo di una certa pesantezza si potrebbe usare anche quello, ovvero OneNote che per di più è anche gratis. Se invece volessi spendere qualcosa in più userei una di quelle disponibili anche per Windows (ma non per device mobili), come Notebooks, WinJournal o Scrivener.

Scritto che fai, app che usi

Beh, a questo punto entriamo nel vivo. Non aspettatevi che entri nei dettagli di queste applicazioni: scrivo quello che trovo più utile e lascio a voi di approfondire con i dettagli (d’altronde, mica mi pagano per servire tutte queste informazioni!).

Scritto che fai, app che usi

Come si legge dunque questa tabella…

Mettiamola così: se sei uno che scrive soprattutto blog (tipicamente usando Wordpress o Medium), trovo che ByWord sia il programma migliore, a patto che compri anche l’estensione per la pubblicazione on line. Non costa troppo e lo trovi ben fatto sia per Mac che per iPad o iPhone. L’altro suo vantaggio è farti concentrare sulla scrittura e permetterti di usare un Markdown assistito (poche inutili barre degli strumenti). Favolose la possibilità, oltre a quella di cambiare sfondo da diurno a notturno, di emulare la macchina da scrivere e soprattutto di zoommare solo il paragrafo su cui si sta lavorando.

Se invece sei abbastanza bravo da fare le cose con ordine anche per i tuoi blog, anche perché ne hai più di uno e magari poi vuoi trasformarli in un libro Ulysses è l’app che fa per te: lo hanno pensato per Mac, iPad e anche iPhone. Si tratta di un’app che funziona come kit di montaggio: ovvero, da una parte metti le immagini, dall’altra il testo e poi combini il tutto in più schermate. Una simpatica variazione sul tema consiste nel fare dialogare Ulysses con una stack app geniale soprattutto per iPhone e iPad realizzata da tempo dalla stessa società: DaedalusApp.

Per chi incrocia organizzazione dei contenuti (come libri o raccolta di articoli per argomenti o blog) all’attività di blogger, oltre ad Ulysses un’ulteriore possibilità è costituita da MacJournal, un po’ meno ricco e rifinito, ma con due opportunità utili: l’uso come un diario (Journal — simile a DayOne, ma più organizzato) e soprattutto la crossreference con il corrispettivo per Windows, WinJournal.

Ulysses è sicuramente un punto di riferimento importante per l’autore di scritti complessi ed articolati, anche se per tradizione il vero campione di questa categoria resta Scrivener, un programma che vanta utilizzatori importanti e la rifinitura che solo un utilizzo multidecennale può vantare. Fino a ieri era disponibile solo per Mac OS e per Windows, ma da un mese a questa parte sono uscite anche le versioni per iOS e quindi iPhone e iPad.

Scrivener è impegnativo e per essere usato a dovere richiede un certo studio, ma è la prima scelta per chi si accinge a scrivere un vero e proprio libro, specie usando tanti mezzi come Mac, Windows, iPad e iPhone. Il prezzo da pagare non è basso: come per Ulysses tra Mac e iOS si mette in conto 70–80 euro, più altri 50 se si vuole aggiungere la versione per Windows. In compenso gli indecisi possono fare la prova per 15 giorni non consecutivi prima di scegliere sul da farsi.

Resta il fatto che siamo agli antipodi del “tutto in uno” offerto dal word processor tradizionale: testo da una parte, immagini dall’altra, terminologia specifica e anche un po’ esoterica, strumenti ben incapsulati e menu decisamente poco standard sono alcuni degli aspetti da mettere in conto, ma per chi ha solo contenuto da maneggiare, come del puro e semplice testo, potrebbe essere l’ideale.

Giusto per dovere di completezza esiste anche un’App che si chiama Storyist e che fino a poco tempo fa aveva il privilegio di essere l’unica soluzione per iPad che somigliasse a Scrivener . Il fatto è che avendo meno parti avanzate, non ha neppure delle comodità particolari da offrire, mentre il costo è ancora superiore. Al contrario, un’app per iOS che è fatta davvero benino e costa molto poco è StorySkeleton. È un’ottima soluzione ma non offre un’integrazione davvero completa con il lato desktop, se non passando attraverso una doppia conversione che in quel modo diventa compatibile anche con Scrivener e simili.

In conclusione, propongo la soluzione a me più cara ed è fra le meno note. Si chiama Notebooks e un nome così banale non gioca a suo favore, tuttavia ritengo si tratti del prodotto migliore per scrivere un libro per il semplice fatto che l’ultima versione, specie sul lato iPad (dove è stata la prima app di journaling o di book authoring in assoluto ad essere realizzata per iOS), offre delle potenzialità uniche che vi lascio scoprire con calma. Ma quello che è unico in Notebooks è il fatto che non ci costringe a smontare e rimontare tutto, a partire dal formato del testo per arrivare alle immagini: si va su un testo o su un articolo realizzati in precedenza, si evidenzia testo, formati e immagini, si copia, si apre Notebooks dove si saranno creati libri capitoli e tutto il resto che si desidera, si incolla e i giochi sono presto fatti. In più, fra versione per Mac e quella per iOS (o quella per Windows) non si spendono neppure 3o euro, contro i 70 medi delle altre soluzioni (perfino oltre i 110€ (contro 45€) se si aggiungono le versioni per PC). Per questa e per altre ragioni, la mia classifica vede:

  1. Notebooks: migliore soluzione per creare un libro articolato, per praticità, facilità, chiarezza, convenienza (disponibile anche su Windows Desktop)
  2. Scrivener, la soluzione editoriale classica specie in condivisione
  3. Ulysses, la migliore soluzione per chi fa libri e blog
  4. ByWord, per il blogging libero e per lo zenware dello scrittore senza distrazioni
  5. Evernote seguito da Quip, Ginkoapp, (ma anche Medium e Wordpress) oltre a OneNote per integrare testi provvisori

Non siamo troppo scontati a guardare sempre agli stessi nomi: togliamoci la curiosità di scoprire quello che dei bravi sviluppatori non cessano di fare per cambiare le nostre abitudini.