Scegliere Telegram in 5 punti

Per risposte più approfondite potete consultare le FAQ in italiano degli stessi sviluppatori di Telegram.

Io, per fare loro il verso, cercherò di essere telegrafico, perché il mio scopo è quello di scrivere per amici che non hanno pazienza e non vogliono neppure saperne troppo.

1. Che cos’è ‘stu Telegrammu?

È un programma nato per mandarsi i messaggini pensato dall’inventore della Facebook russa per usare i soldi ricevuti nel suo paese per togliersi dai piedi facendo qualcosa per il piacere di farlo e poi si vedrà. N.B.: anche Whatsapp è Made in RU. I programmi di IM (Instant Messaging) non sono roba nuova: c’erano da Compuserve, eWord, AOL, AIM, ICQ, iChat, gTalk e via dicendo. Solo che quelli erano solo per computer e molti dedicati al loro sistema operativo per rafforzare dipendenze matrimoniali. Poi venne Palm e soprattutto BlackBerry e le cose cambiarono perché gli IM senza la mobilità sono come una Ferrari senza benzina in mezzo al deserto del Gobi. Tuttavia, fu proprio Whatsapp a fare la differenza in questo settore, non perché fosse il migliore, ma perché lo trovavi per tutti i tipi di cellulari, Nokia Symbian compreso. Ho Wahtsapp dalla sua uscita alla fine degli anni ’00, ma solo da un pugno di anni lo uso perché fino al giorno prima non ce l’aveva quasi nessuno, mentre oggi ce l’hanno tutti e gli SMS si usano solo come iMessage fra iPhone e Mac, ma per la verità sono un’altra cosa. Oggi di emuli ce ne sono perfino un’esagerazione, compreso Messenger di Facebook che si è comprata la società per una cifra scandalosa. Ma perché Zuckerberg avrebbe dovuto spendere tanto se un messenger ce l’aveva già? Per la stessa ragione per cui non ho usato Whatsapp fino a che non l’hanno fatto tutti: portare i clienti di Whatsapp su Facebook. Per di più da quando si è realizzato questo acquisto i server di Whatsapp hanno subito un crash dopo l’altro con relativa imponente emorragia di utenti.

2. Perché dovrei abbandonare la strada vecchia per la nuova?

Perché l’hai appena fatto rinunciando a sprecare soldi con gli SMS che oltretutto, mentre a suo tempo ti sembrava facessero tutto, oggi ti domandi come avevi fatto a usarli per così tanto tempo.

3. «ma… visto che Whatsapp va così bene… ecc…» oppure «e poi perché usi proprio quello visto che ce ne sono sono in giro tanti che perfino la Belene cià fatto la pubbblicità?»

Il principale vantaggio di Whatsapp è che, proprio come per Facebook, ci trovi dentro proprio tutti, perfino il peggior imbecille che hai in rubrica – peggio, che TI ha in rubrica – ma che non contatteresti mai (ma che lui non manca puntualmente di fare).

I principali limiti di Whatsapp non sono quelli tanto spiattellati della sicurezza: in informatica quella roba lì è quanto meno molto relativa (anche se il fatto che Telegram sia uno dei mezzi più usati dai terroristi la fa da garanzia). Per di più Snowden sconsiglia Telegram se paragonato ad altre app come Signal.

La vera ragione è che Whatsapp funziona solo sugli Smartphone. Hanno anche creato un’app web ma è farraginosa e comunque passa sempre per il tuo cellulare per funzionare, mentre Telegram, essendo Open Source, ha molteplici app per tutti i computer, tutti gli smartfone e persino per tutti i tablet (per i quali non esiste alcun corrispettivo Whatsapp.

Non ultimo, funzionando solo su smartphone, Whatsapp richiede che ognuno di noi abbia un account diverso per ogni dispositivo: insomma sullo smartphone dell’ufficio ne hai uno e su quello personale un altro, con la prima conseguenza che non sai mai dove gli amici andranno a scriverti e viceversa. Con Telegram l’account può essere il primo numero telefonico che avevi associato e recepirai tutto in tutti dispositivi nella stessa maniera.

3. È pieno di funzioni curiose.

Dagli adesivi o “stickers” che sono le “figurine” che si usano al posto dei commenti, alla possibilità di inviare GIF animate o musiche senza dover caricare o scaricare. Oppure si possono fare chat segrete dove i messaggi si autodistruggono dopo alcuni secondi.

4. È editoriale

L’aspetto più interessante di Telegram è che, oltre a consentire di scaricare di tutto e non solo foto, come si diceva anche su computer o tablet, consente di fare, non solo delle chat, ma da qualche tempo, anche dei canali (anni fa si chiamava Broadcast che per di più non si capiva cosa fosse) creando un’alternativa rapida e flessibile per la pubblicazione on line. Non per niente giornali come La Stampa, Il Corriere, La Repubblica, oppure Ansa, il Quotidiano Piemontese e così via, hanno tutti il loro canale Telegram.

5. È programmabile e anche aziendale

La privacy, la gratuità e l’estendibilità ai desktop hanno fatto sì che molte aziende stiano sempre più scegliendo Telegram anche a discapito di Spype, Lync, BlackBerry ecc… Ma l’aspetto che più attira gli informatici, specie quelli aziendali, è la possibilità di automatizzare funzioni e di compiere vere e proprie operazioni attraverso dei “messaggi applicativi” detti bot (che in pratica è come fossero script, macro o file batch “via SMS”). Esistono già degli esempi, ma questo fa parte degli argomenti che interessano pochi e a questo punto so di aver già perso per strada gli amici per i quali stavo scrivendo.

L’informazione che più conta è che…

Quasi tutti i contatti che contano davvero hanno Telegram e tendono ad usare sempre più solo questo, riservandosi di guardare qualcos’altro non più di una volta al giorno o anche meno. Per tutto il resto (sempre che ti interessi ancora) c’è Whatsapp o Facebook, senza trascurare lo strumento che hai in mano: l’apparecchio telefonico.

Appendici sui fratelli Durov

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