Wake up

In quell’attimo fugace, talmente lieve da somigliare ad una carezza. 
Lì, tra la sistole che divide il risveglio cerebrale dallo schiudersi delle palpebre.

Ancora prima di vedere la luce soffusa, c’è Giulia.

Nessuna tregua. Nessuna pietà. 
Inizio a programmare la nostra giornata, minuto per minuto, calcolando le variabili.

Mi alzo, sbatto la coperta del cane, lascio la finestra aperta così la camera prende aria. 
Chiudo la porta, altrimenti la casa si fredda. Si, ok. Il caffè? Lo metto su. No, prima prendo la pastiglia, poi preparo il caffè. Metto il gas al minimo, almeno ho il tempo di dare una sbattuta ai tappeti della cucina, di pulire la stufa e poi fare colazione.

Una mela, e del caffè. Tanto caffè. Con il peperoncino.

Poi, do una spazzata per terra in cucina, faccio il letto e passo la scopa anche in camera. No, posso lavare per terra domani.

Sono 72 calorie.

Probabilmente, una ventina le ho bruciate facendo i lavori di casa. Bene.
Solo per questo motivo Giulia mi permette di fare colazione. 
Qualche tempo fa non la facevo più. Dovevo “risparmiare” calorie. 
Mangiavo troppa frutta. Ora invece Giulia è tornata, forte come sempre, a giocare con la mia fame.
Ellittica, allenamento, per un’ora, almeno. 
Se ti alleni la mattina, bruciando più della colazione, perdi più peso. 
No, non è la solita balla letta su Internet. Me ne sono accorta da sola. 
Forse, anche per quello che non facevo colazione. 
Però, se poi ti mangi un melone giallo intero o un’ananas tanto vale.
 
Meglio 72 calorie di una mela che 300 di un’ananas dopo pranzo.

Eh si, molto meglio, e si vede. 
Finalmente sento di nuovo le anche dolere quando dormo. 
Mi si addormentano, come quando ero 39 kg. 
Quasi rimpiango quei tempi.
Mi guardavo allo specchio, ossessivamente. 
Mi pesavo, ossessivamente. 
Ora, ci penso e basta. 
Ora, affido ai miei sensi, al tatto ed alla vista, la percezione del mio corpo. 
Sono ancora troppo carnosa, ma ci stiamo lavorando.
Addominali. 
Ne bastano un centinaio al giorno, con pazienza, qualche mese di attesa e i primi risultati non tarderanno a mostrarsi. 
Doccia. 
Le mie gambe fanno schifo, quasi fatico a toccarle. 
Sono così grosse, sformate, senza senso. No, non le voglio come quelle delle modelle. 
Le voglio come quella ragazza…non so il suo nome, ma so che ha delle gambette minuscole, perfette. 
Esattamente il contrario delle mie. 
Forse è la mia prospettiva ad essere ingannevole, ma mi sembrano sempre enormi, come quando pesavo più di 50 kg.
Si, non riesco a dire che una volta, pesavo di più di 50 kg. 
Perché Giulia ed io abbiamo deciso che quello è il mio massimo, il mio fallimento. 
Superare i 50 kg vorrebbe dire fare schifo, fare eccessivamente schifo. 
Mi vergogno solo al pensiero.
Il mio BMI sarebbe “nella norma” e questo non deve succedere. Già leggere “leggermente sottopeso” mi irrita, mi demoralizza, mi fa sentire una fallita. 
Chissà per quale ragione poi. 
Mi sono appena laureata con il massimo dei voti, ma non importa. 
A Giulia non importa un numero su un foglio di carta. 
A Giulia interessa che sulla bilancia ci siano meno di 50 kg. 
E così sia. 
Per te. Per me.

Per ricordarmi quanto so essere forte nella follia.

Per ricordarmi che Giulia ed io abbiamo il pieno controllo, che sappiamo mantenere l’ordine.
Ma non mi devo preoccupare troppo, non ora che c’è Giulia, non ora che siamo vicini alla stagione. 
Lavorare dalle sette di mattina alle cinque di pomeriggio mi permette di fare un pasto solo al giorno, risparmiando calorie, bruciandone al lavoro ed avere sicuramente un bilancio negativo. 
Sono fiduciosa, dovrò solo limitare l’anguria. Troppi zuccheri. 
Ecco.
Pranzo. 
Ho tutto nel mio frigo, quello che tengo fuori, quasi lo volessi nascondere. 
Il nostro vaso di Pandora.

Come ogni giorno da quando ci sei tu Giulia, due finocchi e tre/quattro peperoni a pranzo, con peperoncino e sale. E una mela come fine pasto. 
Caffè con peperoncino.

Poi magari scendo a piedi da casa, almeno solo altre 80 calorie bruciate, insieme alle 400 dell’allenamento. Bene, va bene. 
Apro gli occhi. 
E la giornata (ri)comincia.