La signora con il cagnolino

Incontri nella metro di Mosca

C’è un racconto di Čechov che si intitola proprio così : Dama s sobačkoj, “La signora con il cagnolino”. Narra di una storia d’amore tra due persone entrambe sposate che si svolge a Jalta, in villeggiatura. Questo detto in soldoni, naturalmente, perché nella storia c’è molto, ma molto di più.

Ma Jalta è lontana, e davanti a noi, in metro, c’è un’altra signora con il cagnolino. É anziana, con un viso minuto profondamente segnata dalle rughe, i capelli corti di un biondo lattiginoso, gli occhi tristi cerchiati di trucco.

È vestita in vari toni di rosa e viola chiaro, e tiene in braccio uno yorkshire: anche lui è avviluppato in una gualdrappina vio,z, e ha in testa una specie di veletta viola decorata di nastri. Il cagnolino hala setssa aria triste della sua padrona, e l’aspetto sfilacciato in un vecchio straccio per pavimenti.

La signora col cagnolino ha la fede al dito. Possiamo immaginare per lei qualsiasi cosa per spiegare quegli occhi tristi : potrebbe essere vedova, o avere un marito che si ubriaca tutte le sere, e quando rientra deve chiudere a chiave il cagnolino perché non glielo ammazzi a calci.

Potremmo immaginare qualsiasi cosa, ma non avremo risposte,perché quando è arrivata la nostra fermata noi siamo scesi dal vagone, e lei è rimasta lì seduta.