“Questo bacio vada al mondo intero” di Colum McCan

Mai fidarsi di una quarta di copertina

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Scrivere un romanzo corale non è semplice. Incatenare insieme più voci, vicende, caratteri e storie richiede una maestria simile a quella di Philippe Petit, il funambolo che nel 1974 camminò su un filo teso tra le due Torri Gemelle, ancora in costruzione.

Questo bacio vada al mondo intero di Colum McCan si apre proprio con la scena della camminata di Petit.

In quella stessa giornata verranno legati insieme i destini di diversi personaggi: i fratelli Corrigan, una famiglia di prostitute che esercita il mestiere da tre generazioni, una coppia di artisti falliti, madri la cui vita è stata spezzata dalla guerra in Vietnam.

Il problema è che a Philippe Petit la camminata sul filo riesce, all’autore no. O almeno non del tutto. Spesso inciampa, tentenna, e nella prima parte rischia proprio di cadere dal filo.

Il libro è diviso in più parti: più che un romanzo finisce per assomigliare a una antologia di racconti incatenati gli uni tra gli altri.

Ma la struttura è organizzata in modo claudicante: la prima parte, quella dedicata ai fratelli Corrigan, si dilunga talmente tanto da farci credere che siano loro i protagonisti principali della narrazione; successivamente spariscono. Evitando gli spoiler, di fatto si trasformano in semplici comprimari delle storie degli altri personaggi.

A lasciarmi perplessa, poi, è la scoraggiante sequela di banalità con cui vengono trattate ( e di cui vengono infarcite) le storie raccontate, che avrebbero meritato un trattamento ben diverso.

Questo ha solo una spiegazione: McCan è quel genere di scrittore che mira alle sottolineature. Sembra che ogni frase sia stata scritta con un unico, preciso obiettivo: spingere il lettore a sottolinearla, a farla propria.

Ma quando si punta a questo, si finisce per cadere nella trappola di scrivere frasi dei Baci Perugina.

Il vero capolavoro qui è la quarta di copertina, che riesce a descrivere il romanzo per come avrebbe potuto essere:

Un grande romanzo americano, crocevia di voci e destini che sanno aprire la porta alla speranza in un mondo abitato dal dolore.

Finché non ci si scotta non si impara: diffidate dalle quarte di copertina, sono mendaci.

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