Scrivere su troppe cose
Perché farlo

Sto facendo esattamente il contrario di quello che viene detto e ripetuto ovunque.
E come spesso capita, sono felice.
Il web è incorporeo, eppure io sono sicura che da qualche parte esistono le sue dieci Tavole della Legge. Incise non sulla pietra che conosciamo, ma su una materia altrettanto resistente. Parlano anche di come scrivere sul proprio spazio.
Una di queste leggi, ripetuta fino alla nausea, è: non scrivere di troppe cose. Scrivi solo di un pugno di argomenti, non deviare dalla strada che hai scelto all’inizio, sennò la gente si confonde.
Se io fossi la gente mi offenderei a sentir parlare di me in questo modo.
E io?
Come faccio a trovare la mia voce se parlo sempre delle stesse cose?
Mi ribello alla cultura del contenuto fine a sè stessa. Che ci sia contenuto dietro la voce, ma anche voce dietro al contenuto. È sciocco distinguerli l’uno dall’altro.
Perchè scrivere solo di Russia o di freelancing e non di musica?
Voglio scrivere di ogni cosa che accenda la mia fantasia.
Che sia poi il lettore a giudicare il risultato e a decidere se vale la pena di continuare la strada con me.

