Bus bunching: perché gli autobus arrivano tutti insieme?

La risposta scientifica ad un dilemma quotidiano


Attesa: 5 minuti. Ricalcolo. In arrivo. Ricalcolo.

Sarà capitato a tutti, specialmente a chi utilizza spesso i mezzi di superficie, di attendere alla fermata l’arrivo dell’autobus che ritarda per poi comparire insieme a quello successivo. Il fenomeno si chiama bus bunching — letteralmente mazzo di autobus — e si riferisce all’arrivo di un gruppo di due o più autobus, le cui frequenze erano state equamente pianificate per non trovarsi alla stessa fermata nello stesso momento. Il problema è tutto di fisica urbana, dove un imprevisto rompe gli schemi e dà vita al fastidioso problema di congestione. Per dare una spiegazione scientifica e proporre soluzioni concrete CTA, l’azienda di trasporto pubblico di Chicago, ha creato insieme a Wbez un minisito animato in cui illustra lo scenario tipico alla base del quale una buona pianificazione e un’ottima efficienza possono ridurre sensibilmente il fenomeno. Qualunque sia infatti l’attività messa in atto dalle agenzie di trasporto pubblico, non esiste un’apparente soluzione attuabile che non infastidisca ulteriormente i viaggiatori. La migliore rimane sempre la programmazione e la pianificazione strategica delle frequenze per evitare, il più possibile, di accumulare ritardi.

Il problema

Inizialmente i bus sono programmati uniformemente sulla linea per avere la stessa frequenza di viaggio.

Un semplice imprevisto, come traffico intenso o lavori in corso, causa ritardo riducendo i tempi di distanza degli autobus.

Il ritardo accumulato fa sì che i viaggiatori che avrebbero preso il secondo bus salgano ora sul primo, mentre meno passeggeri rimangono ad aspettare il secondo mezzo che viaggerà più veloce e leggero.

Con più viaggiatori a bordo, le operazioni di salita e discesa dei passeggeri si allungano e il bus accumula ulteriore ritardo, aumentando il numero di persone che aspettano alla fermata successiva.

Ad ogni fermata il secondo bus si avvicina sempre più al primo, finendo per raggiungerlo, rendendo i viaggiatori scontenti e i bus più affollati.

Quali possono essere allora le soluzioni?

  1. Aggiungere più autobus

Sembrerebbe la soluzione più logica che permetterebbe più corse evitando i ritardi e la sovrapposizione dei mezzi, ma ha un costo di gestione maggiore che le società di trasporto pubblico difficilmente potrebbero sostenere.

2. Dilatare le frequenze.

Per prevenire l’accorciamento delle distanze e delle frequenze, si potrebbe allungare il tempo di arrivo dei bus. Questo permetterebbe di avere un lasso di tempo “cuscinetto” per assorbire eventuali ritardi, ma i viaggiatori dovrebbero attendere di più i bus che dovrebbero viaggiare più lentamente.

3. Trasformare alcuni autobus da regolari ad espressi.

I bus in ritardo potrebbero ad un certo punto diventare espressi, saltando alcune fermate fino a quando non tornano ad essere in orario. Questo sarebbe però controproducente per i passeggeri che vedrebbero saltare la propria fermata, oltre a infastidire coloro che aspettano alle fermate vedendo passare davanti a loro un autobus che non si ferma.

4. Agevolare il sorpasso.

Il secondo autobus potrebbe superare il primo, recuperando tempo secondo la tabella di marcia stabilita. Potrebbe però avere a bordo passeggeri che dovrebbero scendere, la cui fermata rallenterebbe la marcia e il vantaggio accumulato.

5. Accorciare il percorso.

Il bus in ritardo potrebbe terminare la corsa a metà, facendo scendere i passeggeri ripartendo per il servizio sulla tratta opposta. Oltre ad irritare i passeggeri che dovrebbero ora attendere un nuovo autobus, bisognerebbe essere certi che il bus successivo abbia abbastanza spazio per accogliere gli extra passeggeri.

Fonte: Wbez.


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