#imperativofemminile n.3

questa volta una traduzione… le donne nel giornalismo online più mostrate che ascoltate

Questa volta traduco integralmente un articolo su The Cut , mi pare doveroso farlo. Il titolo è: Studi dicono che le donne sono più mostrate che ascoltate nel giornalismo online.

Mentre dall’ultimo conteggio sembrava ci fossero centinaia di siti, blog e profili twitter dedicati a notizie e storie femminili, un nuovo studio mostra che le donne sui e per i media sono più spesso mostrate/ visibili piuttosto che ascoltate.

Lo studio integrale:

Esamina quasi 2 milioni e 400.000 mila articoli, in lingua inglese per un periodo di 6 mesi. Utilizzando l’intellingenza artificiale per analizzare sia parole che immagini, i riceratori hanno scoperto che le donne sono più spesso presenti tramite immagini che all’interno dei testi. A significare che le donne vengono utilizzate per illustrare le notizie visivamente ma non gli viene chiesto di contribuire con la voce.

Secondo la ricerca: “Abbiamo scoperto che gli uomini sono rappresentati più spesso che le donne sia come immagine che testo, ma in proporzioni che cambiano in base agli argomenti, ai modi e alle agenzie di stampa.”

“ I risultati sono coerenti per quasi tutti gli argomenti e per oltre il 96% delle agenzie di stampa prese in esame, e indicano la direzione, per la società occidentale, di una un’associazione tradizionale che collega le donne al corpo e alla sfera privata, e gli uomini alla mente e alla sfera pubblica”.

I risultati dello studio PLOS ONE si allineano con un altro studio precedente ( 2013):

che fotografò che nel corso del periodo che ha portato alle elezioni presidenziali del 2012, gli uomini sono stati utilizzati più spesso delle donne come esperti all’interno delle notizie sia che a scriverle si fosse un giornalista maschio o donna.

È ora di iniziare a fare domande alle donne, che è una scocciatura, si sa.