Per creare una storia bisogna sporcarsi le mani

Breve introduzione all’ingegneria delle storie

Quali sono le storie migliori? Quelle che funzionano. E a chi ti rivolgi quando devi far funzionare qualcosa? All’amico ingegnere, ovviamente. Per cui eccomi qui. Sono Roberto Gerilli, ingegnere specializzato nel progettare e collaudare storie. Ho trascorso gran parte degli ultimi quindici anni chino sul banco di lavoro, ho costruito romanzi, oliato gli ingranaggi del mio stile, e ora voglio condividere con te tutto quello che ho capito. È con piacere quindi che ti presento L’ingegneria delle storie. Piccolo manuale tecnico, una serie di articoli in cui ti mostrerò come sviluppare progetti narrativi.

Ognuno di noi sa creare storie. Impariamo a farlo durante la prima infanzia e continuiamo per tutta la vita. Ogni volta che raccontiamo quanto è accaduto durante la giornata, ogni volta che scriviamo su WhatsApp il resoconto delle nostre serate, ogni volta che inventiamo scuse per il ritardo. Sono tutte storie, ma non tutte funzionano… come le proverbiali bugie dalle gambe corte.

Il motivo è uno e uno soltanto: progettare storie è complicato.

Immaginatevi un dispositivo formato da un grande pulsante rosso collegato a una scatola di metallo. Schiacciate il pulsante e la scatola stampa una storia. Semplice. Se dobbiamo intrattenere un amico o convincere un professore a darci più tempo per la consegna di una tesina, non serve altro. Un click, una storia. Ma se vogliamo progettare trame per romanzi, o sceneggiature per film e fumetti, dobbiamo osservare meglio questo congegno.

Iniziamo con una panoramica esterna. Il grande pulsante rosso è solo un grande pulsante rosso: è lucido, invitante, e non nasconde sorprese. Nella scatola sottostante, invece, ci sono tre pannelli di controllo. Sul lato sinistro abbiamo le levette che permettono di impostare i parametri della trama: personaggi, ambientazione e soggetto. Dalla parte opposta, sulla destra, abbiamo i comandi dedicati alle variabili di narrazione: struttura, voce e punto di vista. Capovolgendo il dispositivo, infine, troviamo gli interruttori per settare le istruzioni d’uscita: target, genere e tipo di testo.

Tutte le levette, i comandi e gli interruttori sono collegati con la CWU (Central Writing Unit), un processore interno dotato di un’intelligenza artificiale che analizza tutti i valori impostati in entrata, e li elabora attraverso algoritmi di stile per ottenere in uscita la storia voluta.

Dopo questa attenta osservazione il dispositivo non appare più tanto semplice, dico bene? Eppure è così che si progetta una storia. Dobbiamo settare tutte le variabili (secondo il nostro desiderio o secondo le esigenze degli editori/produttori) e poi cercare di bilanciarle e di elaborarle con il nostro stile (sviluppato dall’esercizio e dalle influenze esterne). Tutto molto complicato, lo ribadisco.

C’è però un modo per imparare, un metodo per capire lo scopo degli ingranaggi e il loro funzionamento. Così come grazie alla lettura del libretto delle istruzioni e alla pratica, riesci a usare ogni tipo di device, allo stesso modo leggendo molto (saggi sulla scrittura ma soprattutto romanzi, romanzi e ancora romanzi) ed esercitandoti con dedizione, impegno e pazienza, puoi riuscire a progettare una storia che funzioni. Probabilmente non diventerai mai ricco, famoso e talentuoso come Stephen King, Chuck Palahniuk, J.K. Rowling o Quentin Tarantino, ma ti assicuro che vedere tutti i meccanismi della tua storia muoversi in armonia è una grande soddisfazione.

Io ci sono riuscito, e devo molto a tutti coloro che negli anni mi hanno dedicato un po’ del loro tempo per regalarmi consigli preziosi. Ho deciso quindi di fare altrettanto. Voglio specificare, tuttavia, che questa serie di articoli non è pensata con l’intenzione di insegnarti a scrivere, per quello devi rivolgerti a persone molto più preparate di me. Il mio unico scopo è quello di introdurti all’Ingegneria delle storie, sperando che poi vorrai approfondire l’argomento e diventare tanto bravo da progettare narrazioni perfettamente funzionanti.

Tutti i consigli che ti darò li ho applicati nella costruzione di Vietato leggere all’inferno (romanzo pubblicato da Speechless Books e scaricabile gratuitamente su Amazon e su tutti gli altri store online): un ottimo esempio pratico per aiutarti a capire quello che ti spiegherò nei prossimi articoli.

HopEnjoY


Roberto Gerilli è un lettore anconetano di trentasei anni. Non esce mai da una libreria senza aver comprato almeno un libro, riconosce gli editori dall’odore della loro stampa e vive in una casa in cui ci sono più librerie che armadi. È talmente dipendente dalla lettura che ha cominciato a scrivere.
www.vietatoleggere.it