E’ una vita che corro!

di Andrea Zanetti


Eh si, perché fin da piccolo, da quando mi han messo i pattini ai piedi, non mi son mai fermato. Almeno mai fino a quest’anno!

Avevo meno di sei anni quando sono stato rapito dalla velocità vedendo una gara di pattinaggio: tutto è nato quel giorno di primavera ed ha fatto crescere in me una voglia irrefrenabile di sfidare il prossimo a chi è il più forte, il più tecnico, il più tenace, insomma, il migliore!

Lo sfogo di tutto ciò sono stati tanti anni di agonismo che hanno portato soddisfazioni incredibili e grandi sfide con grandi atleti che mi hanno fatto crescere moltissimo e insegnato il rispetto e la stima per l’avversario.

Tutto bellissimo, se non fosse che mentre fai l’amore con la moglie pensi all’amante.

Infatti mentre mi trovavo in giro per il mondo a gareggiare coi pattini la mia testa era sempre e comunque rivolta al mio primo amore, la moto! Perché se fin da piccolo tuo padre ti porta a vedere dove lavora e questo significa veder crescere le Aprilia da gran premio, conoscere piloti che passavano di là e parlare con tecnici e ingegneri del più e del meno, beh non può che essere amore a prima vista per le moto da pista!!

Così quando due anni e mezzo fa Franco mi propose di partecipare con lui ad un campionato di piccole moto economiche mi si illuminarono gli occhi, e così iniziai a gareggiare anche con le Pit e l’adrenalina della gara, della partenza in gruppo, della velocità tornarono a far parte della mia vita!

Son stati due anni fantastici, all’insegna del correre con poco, con quello che si ha, del puro divertimento che ha fruttato diverse vittorie in gare avvincenti e spesso combattute fino all’ultima curva, fino alla finale nazionale di Castelletto di Branduzzo, che si è di nuovo risolta all’ultimo giro in un circuito bello ma così bello da essere un circuito vero!

E poi è arrivato quest’anno. Mi son fatto male spesso ultimamente anche se non in moto, ma in fin dei conti gli infortuni fisici nel corso della vita non mi hanno mai fermato realmente, tranne stavolta.

Un banalissimo starnuto di mattina prima di andare a lavoro mi ha costretto al riposo totale condito da gran dosi di cortisone per via dell’ernia estrusa che ha causato, e naturalmente addio moto, addio attività fisica, addio emozioni della vita che conoscevo. Proprio quest’anno che avevo il motore buono, quello per divertirmi davvero, una moto che mi faceva spuntare il sorriso alla prima curva, una squadra magnifica. Proprio quest’anno che avevo accantonato la bici per smetterla di spezzare clavicole!

È stato una strazio, soffrire per il dolore e una gamba che ti abbandona, vedere gli altri che si divertono in moto e tu sul divano, aspettando che il tuo fisico pian piano si smonti da solo senza poter fare nulla.

Ho avuto molto tempo per pensare e all’inizio mi sembrava tutto impossibile, ma dopo 25anni passati tutti d’un fiato la vita sedentaria a cui son stato costretto si è rivelata talmente poco stimolante che il mio fisico ha deciso di farmi un piccolo regalo, ovvero guarire il più in fretta possibile, e così dopo molta fisioterapia, tantissimi sforzi e l’incredulità del mio medico, mi son trovato a Clenia alla partenza di una gara di moto, di nuovo, finalmente!

Rivedere tutti, correre contro avversari nuovi e vecchi, prove e gare tirate, sempre al limite anche se un nuovo limite, un po’ più al sicuro per ora, ma chi se ne frega, è tutto così bello, è stato un nuovo primo giorno di scuola, e magari una ripartenza per non fermarmi più! Si perché io e il mio fisico non abbiamo nessuna voglia di nuovi stop, sentiamo il richiamo della velocità, dell’adrenalina, della sfida, della vita di corsa!

Perché è una vita che corriamo!

Ma è sulle ali di questo nuovo entusiasmo che tutto si ferma di nuovo, come sempre, per un infortunio: la clavicola stavolta non si è rotta per un volo in mtb mentre scendo da un sentiero dei colli, ne per un salto troppo alto finito male. Stavolta son stati proprio la mia passione e quel nuovo motore così potente a tradirmi, forse si è sentito poco coccolato o forse era solo stanco di spingere così forte, fatto sta che la sua scelta di smettere di battere è stata tanto improvvisa quanto inopportuna, in ingresso curva, quando meno te l’aspetti, quando non puoi fare più nulla per evitare di prendere un volo che non sai bene come finirà!

Beh, stavolta è finita con altri due mesi di stop, e per la seconda volta quest’anno il destino ha voluto precisare che non era il mio momento, mi ha tolto probabilmente quello che mi ha dato in tanti anni, o probabilmente ha solamente voluto darmi un po’ di credito per gli anni a venire.

Ma questo lo scopriremo solo dando tanto gas!