Dalle stalle alle stelle

di Paolo Nervi, immagini di Roberto Cortese

Una stagione lunga, iniziata a Marzo, fitta di allenamenti, sacrifici e gare.
Si sarebbe già dovuto delineare un prospetto di classifica quasi definitivo, invece no, questo è il giorno in cui si deciderà tutto.

Sì, perché dopo sette prove con 14 manche a disposizione mi ritrovo sì primo in classifica, ma con un margine così risicato sul secondo che l’assegnazione di punteggio doppio lo rende praticamente trascurabile. Un campionato che si decide all’ultima gara, ciò che tutti vorrebbero vedere dall’esterno, ma da vivere in prima persona crea una certa inquietudine. Giusto per stemperare la tensione sono arrivato in pista molto presto per guardare la MotoGP, che forse ha dato una carica in più. Sapevo che me la sarei dovuta vedere con avversari determinati quanto me e affatto intenzionati a regalare nulla, per giunta sulla sabbia, terreno a me poco congeniale.

Fatta l’iscrizione a breve inizieranno le prove e mentre ci si prepara è difficile descrivere la moltitudine di pensieri che passano per la mente:

con dei rapidi flashback rivivo alcuni episodi salienti della stagione: “l’immersione” nello stagno a Chieve, la caduta in partenza a Pinerolo, la penalizzazione di Vercelli, episodi che messi assieme sembravano come uno stregato “no” per la vittoria del campionato.

Nel frattempo mi rendo conto che solo un anno fa a quest’ora avevo preso parte solo a un paio di fettucciati, ma conta poco, perché quando si arriva a sfiorare così da vicino un sogno, a poco servono le consolazioni se poi questo ti sfugge.

Quindi ero determinato: volevo vincere…dovevo vincere!!!

Ingresso per le qualifiche, un giro per prendere feeling con la pista e poi via ai giri “tirati”. Ottengo il quarto tempo che mi soddisfa abbastanza per la posizione al cancello, ma come un’ombra incombe la minaccia: il mio diretto avversario Stefano Comparin, secondo in classifica generale, è davanti a me con il secondo tempo, la qual cosa non lascia presagire per nulla una gara facile, senza contare che anche il terzo, David Andreotti, sebbene leggermente più staccato nel punteggio, non è per niente fuori dai giochi.

Torno al furgone, cerco di rilassarmi e di liberare la mente, ma è difficile, proprio non mi riesce: la tensione è alle stelle. Arrivano le 11 è ora, tocca a noi, parco chiuso, mio fratello Michele mi si avvicina, mi tocca la spalla e mi dice :

“vada come vada non ti preoccupare, quando va giù il cancello tu sai cosa devi fare”

Mi posiziono al cancello e preparo il gate, il tempo scorre lentissimo, poi bandiera verde 15 secondi, 5 secondi giù il cancello ed è ora di dare gas! Non esco nel migliore dei modi dal cancello, sono scomposto ma riesco a stare a metà gruppo, e nella prima curva riesco a inserirmi bene prima trovandomi in quinta posizione.

Tutto sembra iniziato bene se non fosse che dopo due curve, forse per eccesso di foga, mi si chiude l’avantreno e rovino a terra coinvolgendo anche un altro pilota. Nello scontro il silenziatore viene danneggiato, ma non da impedirmi di ripartire. Mentre di fretta rialzo la moto mi rendo conto che sono in ultima posizione; vedo il campionato che se ne va prima ancora di poter iniziare a lottare per conquistarlo. Non può essere vero! Sull’onda di questi pensieri riparto come chi non ha più nulla da perdere, a rotta di collo, tanto vale ormai tentare il tutto per tutto e sperare che il mio diretto avversario non fosse troppo avanti. Ma anche questa mia speranza veniva vanificata dal momento che Comparin si trovava in testa alla gara.

Non ricordo nemmeno quanti sorpassi ho fatto, non sapevo esattamente la posizione in cui mi trovavo, ma poco importava a quel punto.

Come in una rincorsa guidata dalla disperazione il mio unico obbiettivo era raggiungere e superare chiunque vedessi davanti. A gara terminata rimango sorpreso quando mi dicono che ho concluso in quinta posizione. Risultato soddisfacente per come era iniziata, ma avevo perso punti rispetto al mio diretto avversario, che nel frattempo si era classificato in seconda posizione. Ero preso dallo sconforto.

Arrivo al furgone, vedo già mio fratello che ridendo cerca di sdrammatizzare: “Non è ancora finita c’è la seconda manche”.

Facciamo due rapidi calcoli e ci accorgiamo che i danni sono limitati: Ora però i nostri punteggi in classifica sono così vicini che basta che uno arrivi davanti all’altro per vincere. Vi lascio immaginare come ho vissuto il tempo tra prima e seconda manche.

Ore 15: parco chiuso. Sono concentrato e mi trovo in mezzo a i miei due rivali con cui ho fatto a spallate per tutto l’anno. Ci diamo la mano tutti e tre e li ringrazio per la stagione stupenda passata a soffrire e gioire, comunque vada. Ci siamo, sta iniziando la manche che vale il campionato. Sono pronto, vedo solo il cancelletto, 15 secondi, 5 secondi, via!

Non sono un buon partitore, ma se avessi dovuto scegliere, non avrei fatto scelta migliore: partenza giusta al momento giusto! Prima curva: secondo, proprio quello che ci voleva.

Mi incollo al parafango del primo, Guillot, che aveva un ottimo passo, ma Comparin era terzo dietro di me. Era proprio scritto che dovessimo vedercela fino all’ultimo metro. Mi aspettavo da un momento all’altro un attacco, che però non c’è stato.

Sono stati 15 minuti più lunghi della stagione.

Quando ho visto il cartello dei 2 giri alla fine mi sono voltato e ho visto il mio avversario leggermente staccato e ho solo più pensato a non fare errori.

Finalmente l’ultima bandiera a scacchi! Non ci potevo credere, avevo vinto il campionato Sport! Oltre tutto alla mia prima anno di partecipazione.

Davanti a me tutti i miei amici, la mia fidanzata e la mia famiglia erano lì pronti a festeggiare: emozione indescrivibile, e ancor di più quando, tagliato il traguardo, il mio diretto avversario Stefano Comparin è venuto ad abbracciarmi come culmine di gesto sportivo dopo una stagione memorabile.

Questo mi fa amare il motocross! Uno sport duro, ma per persone vere che mettono cuore, anima e sacrificio in quello che fanno.

Spero che il prossimo anno possa essere avvincente come quello passato.

Buona preparazione a tutti.