Tough day ahead

di Alberto Frisoni

Quasi arrivati alla resa dei conti, sveglia alle 7 e mi preparo per fare il mio rito pre-gara (corsetta), per un buon risveglio. Dopo una mezz’ora rientro, preparo la mia ricca colazione e giù a scaricare la moto e finire gli ultimi ritocchi.

Paramani on, transponder on, ora manco solo io.

Così mi rintano nel camper, comincio a vestirmi e nel frattempo mi ascolto un po’ del mio J-ax per caricare un po’ l’animo e far arrivare le undici.

Ora è davvero tutto pronto, si entra! Mi guardo due giri la pista e arrivo pronto al terzo giro per fare il “lanciato”, chiudo le qualifiche in decima posizione, non molto soddisfatto ma mi accontento, non sono il mio forte le qualifiche.

Pausa pranzo finita e si entra per la prima finale di giornata, attraverso a piedi i cancelletti e cerco di capire quale potrebbe essere la traiettoria migliore da prendere e dopo aver scelto comincio a fare il gioco che amo di più ovvero preparare il cancello.

Passa la bandiera verde e i rombi dei motori si fanno sentire, il cartello dei quindici si è appena alzato e l’adrenalina scorre nelle vene a ritmi vertiginosi, si girano i 5 secondi e via!

Scatto male ma tento subito la rimonta; non guido bene allora provo a cercare di regolare il ritmo e pensare alla guida, conduco saldamente il decimo posto quando in una curva sbaglio l’entrata del canale e l’avversario alle mie spalle non esita e s’infila all’interno mettendomi letteralmente gambe all’aria. Rimango qualche secondo per terra cercando di ritrovare il fiato dopo il colpo rimediato nelle costole durante la caduta.

Mi si avvicina lo sbandieratore che mi chiede se fosse tutto ok, gli faccio cenno con la mano e risalgo sulla moto.

Riparto dopo essere stato doppiato dalla prima decina di piloti, ero un po’ frastornato con il manubrio completamente deviato così trovo un appoggio per cercare di raddrizzarlo ma alla fine decido di continuare e finire la gara.
Recupero un paio di posizioni e la gara finisce nel peggiore dei modi, ventiduesimo con una botta nelle costole come premio di consolazione.

Si parte per la seconda, dopo qualche intoppo in partenza per via di qualche caduto riesco a mettermi saldamente in decima posizione, conduco dalle retrovie la gara ma con un discreto passo e comincio a lottare con i vari piloti che mi precedono, molto divertente il trenino che si è formato dalla quarta alla decima posizione e allora ci credo e non mollo.

Passata la metà della gara entro in curva ma all’uscita sento il motore che non risponde e accosto subito a bordo pista.

Provo a farla ripartire ma nulla da fare, mi ha abbandonato.

La spingo fuori dalla pista e attendo così l’ormai vicina bandiera a scacchi.
Finisco il weekend drammatico in quel di Rivarolo Canavese con un diciottesimo assoluto, una bella botta alle costole e con la moto a spinta.
Si chiude così anche questa pagina, ci si rivede nella cerimonia di chiusura ad Ottobiano.