Allenare la mente

Cosa succede al nostro cervello durante un’esperienza di ipnosi?

L’attuale disponibilità di strumenti non invasivi, che consentono di monitorare l’attività cerebrale, offre spiegazioni di cosa accada durante uno stato di trance e quali modificazioni avvengano come conseguenza di un allenamento mentale.

Data la caratteristica di plasticità che il cervello possiede, accettato il fatto che gli stimoli interni ed esterni determinino lo sviluppo oppure il regresso delle nostre abilità, è diventato sempre più opportuno fare… ginnastica.

La nostra struttura corporea ha bisogno di esercitare attività.

Abbiamo conquistato agi e comodità che richiedono sempre meno fatica fisica ma il nostro funzionamento è ancora molto simile a quello dei nostri più antichi antenati e ci accorgiamo che, quando facciamo un po’ di esercizio, il nostro benessere fisico migliora e spesso anche l’umore.

Per il cervello vale lo stesso.

Qualche anno fa venne presa in esame la categoria dei tassisti londinesi per studiare l’importanza dell’ippocampo nelle attività di orientamento ed apprendimento ed i risultati dimostrarono che lo stimolo a costruire e ricordare i percorsi stradali provocava un aumento delle dimensioni di quella particolare area cerebrale.

Va specificato che i tassisti in questione viaggiavano con il “solo” ausilio di mappe cartacee, senso dell’orientamento e memoria.

Probabilmente lo stesso esperimento oggi darebbe risultati differenti poiché, al pari di un muscolo, se ne riduciamo la funzione l’organo si ridimensiona.

Ora, è fuori di dubbio che la qualità della nostra esistenza sia migliorata anche grazie all’intelligenza aumentata, ovvero all’ausilio di quella complessa e sconfinata rete di cui facciamo parte e che amplifica le nostre percezioni sensoriali (smartphone, webcam, geolocalizzatori, dispositivi di visione, ascolto e manipolazione) ma cosa ne sarà dei nostri impoveriti sensi?

Abituati ad ottenere risposte rapide a problemi contingenti, come potremo preservare l’attitudine alla logica del ragionamento?

Se il successo del running e, in generale, del fitness negli ultimi anni è conseguenza del bisogno di utilizzare la macchina corporea per farla funzionare bene, quali azioni dovremmo incrementare per conservare o magari migliorare la qualità dei nostri pensieri?

Quello che è risultato dall’osservazione dell’attività neuronale durante gli stati di trance è che alcune aree si dissociano, consentendo di concentrare la propria attenzione sul mondo immaginativo interno, altre si associano, producono una forte connessione cervello-corpo che aiuta la mente ad elaborare e controllare quello che succede nell’organismo, fanno emergere informazioni e memorie personali in combinazioni spesso inaspettate e sempre coerenti.

Una condizione che stimola un aumento dell’irrorazione sanguigna nelle suddette aree, con conseguente e dimostrato miglioramento dell’attenzione e di alcune funzioni vegetative. L’immaginazione diventa più chiara, dettagliata e concreta, lo stato di concentrazione più profondo.

È interessante scoprire che il meccanismo di associazione-dissociazione una volta appreso agisce in modo autonomo e che spontaneamente sarai concentrato e attento quando serve, in ascolto e comprensione di ciò che succede al tuo corpo, fluido nel comprendere il senso di certe reazioni impulsive.

Sarai sincero e chiaro nelle relazioni, poiché saprai fidarti della tua intelligenza.